Agguato a colpi di mitra, inizia il processo per Moscara

LECCE- Processo con rito abbreviato per Giuseppe Moscara, il 25enne di Casarano accusato del tentato omicidio di Antonio Amin Afendi, sfuggito miracolosamente ad una raffica di colpi di mitra, alle 22.10 del 25 ottobre di un anno fa, in via Manzoni a Casarano. L’imputato, attualmente in carcere, risponde anche del tentato omicidio di Luigi Spennato, raggiunto da colpi di kalasnikov mentre faceva rientro a casa  in via Madonna della Campana. Era il 28 novembre del 2017. Davanti al Gup Michele Toriello l’udienza preliminare durante la quale il giudice ha acquisito nuova documentazione e le consulenze della difesa.  In una in particolare si contestano, con una nuova trascrizione, alcune intercettazioni avvenute in carcere. Frasi che secondo l’accusa, i pm Maria Vallefuoco e Massimiliano Carducci, incastrerebbero Moscara.

Così come, in una consulenza tecnica affidata all’ingegnere Luigina Quarta, si sostiene come non sia Moscara l’uomo che tentò di uccidere Afendi sparando dal finestrino dell’Audi per poi scendere per inseguire la vittima.  Quella ripresa dalle telecamere non sarebbe cioè la persona arrestata dai carabinieri qualche giorno dopo l’ennesimo agguato che aveva turbato la città di Casarano e inquadrato nella guerra di mafia dopo la scissione tra i gruppi degli ex boss Tommaso Montedoro e Augustino Potenza.

Versione confermata anche dalla consulenza affidata dalla Procura al dottor Francesco Introna. secondo la perizia antropometrica si tratterebbe di due sagome differenti.  In aula i due pm Maria Vallefuoco e Massimiliano Carducci.

Moscara è difeso dall’avvocato Simone Viva. Parte civile si è costituito Luigi Spennato con l’avvocato Francesca Conte, che avanzato una richiesta di risarcimento di 1 milione di euro. Il ragazzo, ferito gravemente, è ora cieco e paraplegico. Il 27 gennaio la discussione dei pm e della difesa, poi la sentenza.

 

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