Pronto Soccorso in affanno: “Pazienti per giorni su una barella, in attesa di un letto”. Al Dea 3 positivi in “stand-by”

LECCE – “Paradossalmente per il Pronto Soccorso non è il Covid in sé la vera emergenza: i posti letto ridotti, causa distanziamento, generano un vero e proprio ingorgo, tra covid ed emergenze ordinarie. Tradotto: mi ritrovo a gestire un pronto soccorso del Fazzi, un area grigia (adibita ai casi sospetti) del Dea e un reparto fantasma (simil-geriatrico) di pazienti che anche per tre giorni, su una barella, attendono che si liberi un posto letto ufficiale“. È un fiume in piena il dottor Silvano Fracella, membro del consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici di Lecce e direttore del Pronto Soccorso del “V.Fazzi”. Ci accoglie nel suo studio e qui racconta, senza mezzi termini, quello che il Covid-19 “ha soltanto messo in luce – dice – il problema atavico di un’organizzazione della rete ospedaliera regionale ferma all’anno zero”.

Intanto al Fazzi si va verso il raddoppio dei posti letto nel reparto “Infettivi”: da 20 a 40, di cui 6 di sub-intensiva. Attualmente il reparto è pieno (avendo accolto casi del Barese) e nella cosidetta area grigia del Dea – che accoglie casi sospetti – ci sono tre persone risultate positive e in attesa di essere ricoverate. Nel Dipartimento di Emergenza e Accettazione dovrebbero invece essere attivati 40 posti in Pneumologia.

Nonostante il Pronto Soccorso di Lecce – spiega ancora il Direttore Fracella – abbia una grande capacità di filtro (soltanto il 12,6% dei pazienti viene ricoverato) in media gestisce 230 arrivi al giorno. Questo significa che circa 27 persone al giorno dovrebbero avere un posto letto e no, non lo possono avere. O meglio, di certo non subito. Per la politica è stato più semplice chiudere gli ospedali che riconvertirli – incalza – io e tantissimi miei colleghi ci ritroviamo, così, alla guida di un servizio che non funziona, nonostante il doppio degli sforzi con gli stessi mezzi e con lo stesso personale”.

E.FIO

 

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