Nuovo Dpcm, movida Cenerentola: “Il coprifuoco dimezza gli introiti. E le tasse?”

LECCE – Allo scoccare della mezzanotte saracinesche abbassate: ristoranti, bar, pub, pasticcerie e gelaterie, a partire da questo mercoledì, saranno le nuove cenerentole. Ad imporre il limite orario di apertura al pubblico ci ha pensato il nuovo Dpcm firmato nella notte dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal Ministro della Salute Roberto Speranza. Obiettivo: diminuire i contagi in rapida ascesa, senza sconfinare però in un secondo lockdown.

Il provvedimento sarà efficace fino al 13 novembre. Per i locali non è previsto soltanto il coprifuoco: la consumazione, a partire dalle 21, sarà possibile solo al tavolo: dopo quest’ora niente consumazioni davanti al locale.

Che fine faranno dunque le cosidette prenotazioni “in seconda fascia oraria”? Sconosciute al Nord, abituato a cenare presto, al Sud sono (o meglio erano) di fatto le più gettonate. Dunque ai clienti adesso si chiede di cambiare abitudini. Agli imprenditori di stringere i denti. Tavoli dimezzati ma tasse, al momento, “intere”.

Non solo limiti per i locali. Nel nuovo Dpcm, lo ricordiamo, è confermato l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto (a meno che non si faccia attività sportiva). Sconsigliate anche le cene e gli incontri in casa con più di 6 persone non conviventi. Per battesimi, matrimoni e simili è consentito un massimo di 30 invitati.

E ancora: vietato lo sport di contatto a livello amatoriale, a partire dal calcetto (consentito invece nei casi di società o a livello professionistico) e stop anche ai viaggi di istruzione: 8 milioni di studenti, per la classica gita, dovranno aspettare tempi migliori.

E.Fio

 

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