Duplice omicidio: si lavora all’identikit dell’assassino

LECCE- E’ trascorsa esattamente una settimana dall’efferato duplice omicidio avvenuto la sera di lunedi 21 settembre, durante lo spoglio elettorale nell’appartamento al civico 2 di via Montello a Lecce.

L’assassino di Eleonora Manta e Daniele De Santis è ancora in circolazione. Gli inquirenti stanno lavorando sull’identikit del killer. Un testimone lo ha visto fuggire in strada, lo ha incrociato dopo la mattanza. Dopo un ascolto di cinque ore ha messo insieme tutti i ricordi di quella sera. Un volto quindi, che associato alle fattezze dell’uomo ripreso dalle telecamere di video sorveglianza in strada, potrebbe fornire molti elementi utili. Nel video si vede una sagoma nera che cammina, incappucciata e con sulle spalle uno zainetto giallo.

Intanto saranno passati al setaccio nelle prossime ore i dispositivi elettronici sequestrati il giorno dopo il duplice omicidio. In Procura questa mattina è stato conferito l’incarico al consulente informatico Silverio Greco. Sarà lui ad analizzare file, social, mail, messanger, e tutti i contatti e le conoscenze dei due ragazzi.

Ci sono un computer fisso, un tablet, due notebook e un cellulare marca Huaway sequestrati il 22 settembre dai carabinieri nell’abitazione di via Montello a Lecce, oltre ad un computer rimasto a casa di Eleonora a Seclì. I risultati dell’indagine saranno depositati entro 10 giorni. Importanti saranno i contatti dei due ragazzi, persone che seguivano i loro profili Fb ed Instagram e che avrebbero visualizzato le loro storie. L’ultima Eleonora l’aveva postata proprio la sera dell’omicidio, poco prima di aprire la porta al suo assassino: era in casa e raccontava di quella che sarebbe dovuto essere l’inizio della sua nuova vita con Daniele. Quella sera di una settimana fa, poco prima delle 22, sono partite le prime telefonate alle forze dell’ordine e al 118. In pochi minuti via Montello, strada tra la stazione e viale Gallipoli si è riempita di lampeggianti. L’assassino ha avuto il tempo di fuggire, allontanandosi a piedi seguendo un percorso già studiato per non lasciare tracce nelle telecamere. In mano agli inquirenti, un pool di magistrati guidati dal procuratore Leonardo Leone De Castris, i carabinieri di Lecce e i Ros,  ci sono anche le tracce lasciate durante la mattanza a colpi di coltello da sub, dei guanti, dei fogli scritti a mano, e soprattutto le testimonianze dei vicini che hanno sentito urlare i due ragazzi e pronunciare un nome. Qualcuno si è affacciato e lo ha visto fuggire per le scale. Qualcun’altro potrebbe averlo visto in faccia.

Gli inquirenti stanno lavorando 24 ore su 24 per risalire all’autore del duplice omicidio premeditato, pianificato nei modi e nei tempi. I familiari dei due ragazzi sono assistiti dagli avvocati Stefano Miglietta e Mario Fazzini. Hanno, anche loro, nominato i loro consulenti.

 

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