Per l’Emiliano bis la giunta sarà metà uomini e metà donne

BARI – E’ un foglio ancora bianco ma qualche tratto lo si può già disegnare. E da lì partire per costruire la squadra dei prossimi cinque anni. Come Nichi Vendola 10 anni fa, Michele Emiliano ha deciso il primo punto: la giunta sarà composta per metà da uomini e per metà da donne.

Dunque, cinque assessori maschi e cinque donne. C’è un altro tassello che già è al suo posto: la Sanità sarà guidata da Pierluigi Lopalco. Un altro punto che non dovrebbe trovare smentita è la riconferma degli assessori uscenti. Sono quattro quelli che sono riusciti a superare la prova dell’urna. E sono Sebastiano Leo, Raffaele Piemontese, Loredana Capone e Gianni Stea. Da quel che trapela per almeno due di loro potrebbe esserci la riconferma anche della delega, senza cambi in corsa, così da non dover ricominciare un lavoro ex novo ma continuare da ciò che si era interrotto poco prima del voto. La Capone è una delle cinque donne che, con ogni probabilità, continuerà a sedere al fianco del governatore. Accanto a lei altre due elette del centrosinistra (due nomi che circolano sono quelli delle baresi Maurodinoia e Parchitelli ma è solo chiacchiericcio da corridoio per il momento). Le altre due tessere da assegnare alle donne saranno probabilmente figure esterne. Quel che bisogna far quadrare è un equilibrio politico tra le forze che hanno superato la soglia di sbarramento e fra i territori. Ecco perché la provincia di Lecce potrebbe essere rappresentata da tre assessori e se due sono i riconfermati Capone e Leo, il nuovo potrebbe essere Alessandro Delli Noci.

La giunta potrebbe essere un equilibrio tra donne, assessori di esperienza e giovani mister preferenze. Non è da escludere che Emiliano possa decidere di investire proprio sui tre giovani che hanno ottenuto un ampio consenso: come detto Delli Noci a Lecce, Piemontese a Foggia e Paolicelli a Bari. Tutti e tre o solo alcuni? E’ da vedere perché i conti già non tornerebbero. Nelle intenzioni di Emiliano ci sarebbe anche dare una rappresentanza alle liste che non hanno superato lo sbarramento, come i vendoliani (qui potrebbe entrare una donna da esterna) e Senso Civico anche se non dovesse riuscire a spuntarla nella guerra dei 27 o 29 seggi. Ultimo aspetto è quella mano tesa ai Cinque Stelle, strada che probabilmente non porterà che ad un confronto programmatico.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*