Sarah Scazzi, 10 anni fa il delitto di Avetrana

AVETRANA – 10 anni fa, Sarah scomparve nel nulla, risucchiata alle 14,20 lungo la strada che la portava da casa sua a quella, poco lontana, di zia Cosima, zio Michele e della cugina Sabrina, allora 22enne, in un buio da cui mai riemergerà e in un mistero che è in piedi ancora oggi.

Una scomparsa che si trasformò nel più atroce dei delitti, quando lo zio della 15enne confessò dove fosse nascosto il corpo della nipote. In una cisterna buia e introvabile se lui non vi avesse accompagnato gli inquirenti, dopo essere crollato al culmine di un interrogatorio fiume.

Fu il delitto più mediatico di sempre. Tanti, troppi dicamo oggi, riflettori.

Sarah fu strangolata dalle due donne. Questo dice la verità di un processo indiziario con decine di testi. Per la gelosia che Sabrina nutriva nei confronti del ragazzo che allora frequentava e per le attenzioni che lui dava alla ragazzina bionda che per la cugina maggiore era come una sorellina.

Fu il delitto in cui una mamma angosciata per la scomparsa della figlia apprese in diretta del ritrovamento.

Fu il delitto delle innumerevoli versioni date da Misseri padre, che prima disse di aver ucciso la nipote e poi ritrattò; prima diede la colpa alla figlia e poi ritrattò ancora, in un macabro racconto che cambiava di volta in volta.

Il 21 febbraio 2017 la Corte suprema di cassazione ha definitivamente riconosciuto colpevoli e condannato all’ergastolo per concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione[3] Sabrina Misseri e Cosima Serrano. Michele Misseri è stato condannato alla pena di 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove.

Fu il delitto per il quale c’è una verità processuale, ma c’è anche l’assenza di prove certe che porta con sé, dopo 10 anni, dubbi e domande.

Nel cuore del Salento e dell’Italia intera resteranno per sempre quegli occhioni senza futuro.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*