Torre dell’Orso, la proprietà del lido L’Orsetta replica alle contestazioni della Capitaneria

MELENDUGNO- A seguito della notizia del sequestro del lido L’Orsetta di Torre dell’Orso, la proprietà fa delle precisazioni ricordando che nell’agosto dello scorso anno sono stati posti sotto sequestro dei sacchi di sabbia posizionati al fine di evitare cedimenti strutturali. L’indagata, difesa dall’avvocato Stefano Chiriatti, ha effettuato richiesta di riesame, accolta dal Tribunale di Lecce, che ha annullato il sequestro.
L’ordinanza ha ritenuto che non sia stato commesso alcun reato ed ha chiarito che l’apposizione dei sacchi di sabbia, in quanto effettuata per un breve lasso di tempo, non deve essere preceduta dall’autorizzazione paesaggistica.

Successivamente, nel corso della stagione estiva in corso, la titolare del lido ha presentato al Comune una Scia, con la sua quale ha comunicato che, se si fosse verificata una mareggiata, avrebbe apposto nuovamente i sacchi di sabbia; condizione che si è verificata. Tuttavia il Comune di Melendugno ha annullato la Scia, ritenendo che sarebbe stato necessario avviare il procedimento di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Lo stabilimento, difeso dagli avvocati Leonardo Maruotti e Francesco G. Romano, ha proposto ricorso e il TAR Lecce, ha accolto la domanda cautelare, sospendendo il provvedimento impugnato. Ma il Comune di Melendugno, con successivo provvedimento, ha ordinato alla società di rimuovere i sacchi di sabbia, del materiale pietroso e di inibire l’uso dell’area. Anche contro questo provvedimento, la società, che nel frattempo si era impegnata a rimuovere il materiale pietroso, ha proposto ricorso, accolto con decreto del 31 luglio 2020, col quale è stato specificato che la società avrebbe potuto continuare a svolgere l’attività.
Quindi, in data 2 agosto 2020, la società ha comunicato al Comune di Melendugno e alla Capitaneria di Porto che avrebbe provveduto a rimuovere, con un mezzo meccanico idoneo, il materiale pietroso.”Ma ancora una volta, inspiegabilmente – dichiara la proprietà – l’area è stata sottoposta a sequestro, per le medesime contestazioni”.

 

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