Liverani, Corvino e la parola magica: patrimonializzare

Fabio Liverani, allenatore del Lecce
minerva

LECCE – Tutto in pochi giorni, in modo chirurgico, poche parole, tanti fatti. Concretezza, lavoro, idee chiare, è iniziato così il nuovo corso del Lecce. Sembra passato un secolo dall’amara retrocessione in serie B ed invece solo poche albe hanno già dato luce al futuro.

Pantaleo Corvino è un uomo d’altri tempi, stacanovista, salentino verace che sfonda i muri del tempo con la filosofia del “chi ha tempo non aspetti tempo”, sta bruciando le tappe e macinando ore e chilometri per dare forma al nuovo Lecce.

Pantaleo Corvino, Direttore Area Tecnica US Lecce

È salito in macchina, ha raggiunto la Campania, e nei pressi di Napoli ha incontrato Fabio Liverani.

I discorsi fatti rimarranno nella scatola delle loro storie, nessuno mai li conoscerà, ma fa positivamente sorridere immaginare l’incrocio di sguardi tra due caratteri forti, tra due testardi amanti del calcio che non amano perdere nemmeno a scopa con gli amici.

Intesa totale, obiettivi comuni, prolungamento del contratto fino al 2023 per l’allenatore romano e via al domani, al resto ci penserà l’uomo di Vernole che si confronterà giornalmente con Liverani consegnandogli le chiavi di una macchina pronta a sgommare su tutti i campi.

La parola d’ordine però è patrimonializzare, il direttore salentino la ripete spesso.

Le operazioni di mercato saranno tutte mirate a non sperperare denari con l’intento di creare un vero e proprio patrimonio per la società, meno perdite, più ricavi.

Alla società non rimane nulla in tasca di alcune operazioni della scorsa stagione, per fare qualche esempio, con Lapadula che ha deciso di rimanere in A rifiutando un contratto, così come con Donati che ha rifiutato un triennale per accettare quello irrinunciabile a 750 mila euro l’anno con il Monza, senza parlare di Babacar, Farias, Barak, Deiola soldi volati via al vento senza nessuna possibilità di dare continuità, un altro tipo di filosofia. Si tratta di modi di fare ed agire, di scelte, nessuna politica è sbagliata, alla  fine ciò che conta è il risultato. 

L’intento dunque è quello di cercare giocatori di proprietà e di valorizzare il settore giovanile. Ed anche lì è arrivato il primo scossone, dal suo profilo Instagram infatti l’allenatore della Primavera, Sebastiano Siviglia, ha annunciato che non sarà più lui l’allenatore, bello il suo messaggio che testimonia l’attaccamento ai colori giallorossi.

E dunque tutto scorre, nulla sta fermo, e seppur nel silenzio, navigando come un sottomarino, Corvino sta costruendo ed i messaggi già chiari sono due. Il primo è che ognuno vada dove lo porta il cuore, a Lecce resta ed arriva soltanto chi vorrà avere l’onore di indossare la casacca salentina. Il secondo è per chi ha intenzione di avvicinarsi ai pezzi pregiati, Falco, Petriccione, ad esempio, si tratta, si può anche vendere ma non si svenderà nessuno.

C’è attesa per le operazioni in entrata ma al momento è iniziata l’opera di sfoltimento di calciatori che non rientrano in questo nuovo progetto tecnico: il primo è Saraniti che corona il sogno di tornare a casa, è vicinissimo dunque al Palermo.

Il resto si vedrà giorno dopo giorno e non mancheranno le sorprese.

M.Cassone

 
Ottica Salomi

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