Sequestrate 9.500 mascherine di contrabbando nel Porto di Brindisi

Foto di repertorio

BRINDISI Erano trasportate su un autoarticolato e non avevano documentazione di accompagnamento. L’autotrasportatore e il rappresentante legale della società sono stati denunciati per contrabbando. Circa 9.500 mascherine FFP2 sono state sequestrate nel porto di Brindisi da funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli in collaborazione con la Guardia di Finanza. L’esame della documentazione e l’attività di ispezione del mezzo di proprietà di una società bulgara, hanno consentito di trovare 5 scatoloni con all’interno le mascherine. Il materiale è stato sequestrato impedendone così l’immissione sul mercato e la vendita fraudolenta.
I dispositivi di protezione individuale completamente sprovvisti di documenti di scorta, pertanto sottratti al controllo doganale in fase di introduzione nel territorio comunitario, sarebbero stati immessi sul mercato in regime di contrabbando. A partire dalla seconda metà del mese di maggio contestualmente alla parziale ripresa dei servizi di linea, temporaneamente sospesi a causa delle misure di contenimento per l’emergenza epidemiologica, gli interventi ispettivi messi in campo dai finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Brindisi e dai funzionari della locale Agenzia delle Dogane nel porto hanno permesso di contrastare numerosi tentativi di introduzione nel territorio dello Stato Italiano di merci illegali o contraffatte. 
Nel periodo in esame sono sequestrati, in due distinti controlli 52.350 prodotti elettronici di fabbricazione cinese con il marchio “CE” non conforme agli standard previsti dalla normativa dell’Unione Europea; tra questi ben 3.776 i prodotti che recavano i marchi contraffatti “Apple” e “Samsung”.

 

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