Covid, controlli a tappeto. Contagi da stranieri e pugliesi rientrati dall’estero

BARI – Uno schieramento di forze dell’ordine avrà il doppio compito di rintracciare in pochissimo tempo tutte le persone entrate in contatto con un paziente covid e di pattugliare tutti i luoghi affinché vengano rispettate le norme anti-contagio: distanza, mascherina, igiene.  Così la Puglia, firmando il protocollo con i prefetti pugliesi, si prepara alla seconda ondata che – calcola la task force regionale – arriverà tra settembre e ottobre. In concomitanza con l’apertura delle scuole.

“Già i primi segnali li abbiamo – ha spiegato il governatore Michele Emiliano – abbiamo riaperto tutta la società italiana. Dobbiamo preparare il territorio. Noi riapriremo le scuole, questa riapertura sarà enormemente rischiosa. Serve un dispositivo ben organizzato sul territorio”. A breve un incontro con l’Ufficio scolastico regionale avrà il compito di concordare le misure da adottare per svolgere le lezioni in totale sicurezza. Intanto 1 milione di euro sarà stanziato per sottoporre a screening e tamponi anche gli operatori delle forze dell’ordine impegnati in questa nuova serrata di controlli.

Qual è, dunque,  l’identikit del paziente positivo al covid di questo periodo estivo? Contrariamente a quanto si pensa, non si tratta di giovani che frequentano i luoghi della movida. E’ quello che emerge dalle indagini epidemiologiche. Ma ciò non vuol dire che gli assembramenti saranno consentiti, anzi i controlli mirareranno proprio a questo. “Invito tutti coloro che gestiscono questi luoghi – ha aggiunto Emiliano – a riprendere un po’ il controllo di se stessi. Io ho visto che 15 giorni di contagi zero hanno convinto qualcuno che la battaglia è finita. La battaglia non solo no è finita ma riprenderà”.

I contagi, quindi, stanno avvenendo all’estero da stranieri che arrivano nella nostra regione o pugliesi che viaggiano e rientrano. Ma non è ancora l’inizio della seconda ondata. “Non possiamo dirlo se è un indizio di seconda ondata – spiega Vito Montanaro, a capo della task force regionale anti-covid -. Ma è sicuramente la prova che il virus seppur debolmente circola ancora in Italia. E che, invece, è un po’ meno debole – perché ha cominciato a circolare con qualche mese in ritardo – in nazioni come Albania, Bulgaria, Romania. Queste ultime due inserite nel recente decreto adottato dal Ministero della Salute”.

Dal 3 giugno ad oggi le persone arrivate dall’estero che si sono autocertificate sul sito della Regione sono circa 10 mila. Un traffico sostenuto è registrato da e verso l’Albania, per questo una colonna della Protezione civile pugliese partirà per aiutare gli albanesi a intensificare i controlli e superare un momento che per loro è ancora molto critico.

 

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