Minacce agli agenti durante lo sfratto dalla villa confiscata: arrestato “Gianni Conad”

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MONTERONI-Lo scorso gennaio, durante lo sfratto dalla sua villa a Monteroni, conseguenza della confisca dell’immobile, raggiunse il comando della Polizia Municipale e minacciò gli agenti: voleva informazioni sulla destinazione dell’abitazione, e minacciava di impedire l’accesso alla struttura sottolineando la sua caratura criminale in virtù della vicinanza ad un clan della Sacra Corona Unita. Per questo Giovanni Mazzotta, detto “Gianni Conad”, 55enne di Monteroni, è stato arrestato dagli uomini della Dia di Lecce con l’accusa di violenza a pubblico ufficiale, aggravata dal metodo mafioso, e portato in carcere.

L’ordinanza è stata emessa gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Dda che ha coordinato le indagini. La vicenda ha avuto inizio nel 2011 con l’esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale a firma del Direttore della DIA con la quale furono sottoposti a sequestro i suoi beni, per un valore complessivo di oltre 1 milione e mezzo di euro. Le indagini avevano evidenziato una sproporzione rispetto ai redditi dichiarati. Successivamente, l’Agenzia dei Beni Confiscati, a seguito del provvedimento diventato definitivo, nel 2017 con pronuncia della Corte di Cassazione, aveva disposto l’assegnazione al Comune di Monteroni di Lecce di una villa, quella in cui Mazzotta e la sua famiglia risiedevano, abusivamente, nonostante la confisca.

Ecco perché lo scorso gennaio il comune ordinò lo sfratto che fu operato dalle forze dell’ordine. Da qui la reazione di Mazzotta, le minacce presso il Comando della Polizia Municipale ed infine l’arresto di queste ore.

 

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