L’algoritmo di Gravina fa già discutere. Serie A, in campo con nuove regole

Un'esultanza dei giocatori del Lecce (foto US Lecce, Anza e Marco Lezzi)

LECCE – (t.d.g.) Al Via del Mare la squadra giallorossa ha chiuso un’altra settimana di preparazione. E nella giornata i lunedì si avrà l’esito del terzo tampone effettuato dal gruppo-squadra sabato mattina. È ormai conto alla rovescia per la ripartenza del campionato di Serie A che dovrà mandare in scena 124 partite per assegnare scudetto, pass per l’Europa ed emettere le sentenze sulle retrocessioni. Nei giorni scorsi è stato raggiunto l’accordo per riavviare il massimo campionato di calcio, ma ancora ci sono dei punti oscuri che è necessario chiarire quanto prima nelle sedi opportune. Da stabilire cosa accadrà se il torneo si fermerà definitivamente. Si è parlato spesso di un piano B, ma il presidente della Figc Gravina ha annunciato pure un piano C. “In caso di sospensione momentanea, faremo ricorso a playoff e playout – ha detto il numero della Federazione italiana giuoco calcio -. È un format più contenuto e leggero che garantisce un risultato per merito sportivo. Invece, in caso di sospensione definitiva, ricorreremo a un algoritmo che proporremo al Consiglio Federale l’8 giugno”. Due, pertanto, i paracadute per mandare ad ogni modo in archivio questa edizione di Serie A. Il primo prevede playoff e playout. Il secondo, invece, si aprirà ricorrendo all’algoritmo citato da Gravina. Ovvero, una serie di parametri per stabilire un ordine di classifica anche nel caso in cui le squadre non avessero giocato lo stesso numero di partite. Si potrà tenere conto della media punti/partita, della differenza casa/trasferta, della differenza reti, gol fatti. E ancora del numero di gare che a una squadra restano da disputare. Un’ipotesi che farà ancora litigare nei palazzi del calcio, ma Gravina spera “che non ci sia bisogno di farvi ricorso”. E in campo, come già si vede nel campionato tedesco, molte cose cambieranno, più o meno. Gli ingressi delle squadre saranno separati. Non ci sarà più il cerimoniale che prevedeva pure la presenza di bambini. Per festeggiare un gol non ci saranno più abbracci, ma solo tocchi di gomito e piedi. Per dissetarsi sono obbligatorie bottigliette individuali; a fine partita non ci sarà lo scambio di maglie. Negli spogliatoi docce a due metri. Sono solo alcune delle regole previste dal protocollo per evitare nuovi casi di positività.

 

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