Il Salento imbiancato dalla grandine: analisi del fenomeno e danni alle colture

SALENTO – Le eccezionali e intense grandinate che hanno letteralemente imbiancato alcune zone del Salento leccese sono un fenomeno al quale siamo probabilmente destinati a doverci abituare. Già venerdì, nella zona tra Ruffano e Surano, una rapidissima precipitazione aveva causato questo:

 

 

 

 

 

 

 

nelle foto della Protezione civile Salento, che raccomandava prudenza sulle strade e annunciava l’allerta meteo per tutto il fine settimana, le campagne erano già bianche.

Poi, sabato, a Melpignano e dintorni, è questo il quadro inedito davanti al quale si sono trovati i cittadini:

I vigili del fuoco sono stati impegnati per ore a sgomberare strade comunali e provinciali.

Nel frattempo, il danno alle colture è drammatico.

“Nubifragi e grandinate delle ultime ore hanno dato il colpo di grazia alle ciliegie in Puglia, danneggiando anche la varietà ‘Ferrovia’, dopo aver falcidiato fino al 90% il raccolto delle primizie Bigarreau e Georgia” denuncia Coldiretti Puglia, che torna a chiedere l’immediata attivazione dello stato di calamità naturale. “Oltre al danno causato dal maltempo -spiegano- si aggiunge la beffa delle importazioni di ciliegie da Turchia, Grecia e Spagna”.

Il meteorologo Giuseppe De Vitis spiega perché il fenomeno non sia poi così raro: la causa è il contrasto tra masse d’aria differenti. Gli sbuffi di aria più fredda in quota favoriscono la formazione della grandine con correnti ascensionali che fanno formare il chicco e lo fanno ingrandire.

 

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