Liste di attesa, 700mila esami rinviati per Covid e da recuperare entro settembre

BARI – Sono 700mila gli esami e le indagini che in tre mesi sono state rimandate negli ospedali pugliesi per effetto del covid.

La Regione e i direttori generali delle Asl hanno fatto il punto sulla mole di indagini e interventi che ora bisognerà smaltire in tutta fretta. Rispetto allo stesso periodo del 2019 – ha spiegato Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia – negli ospedali e ambulatori è stato garantito solo il 30% delle prestazioni, quelle urgenti”.

Il piano di abbattimento delle liste di attesa, dunque, ora prevede che entro settembre si debbano smaltire tutte e 700mila le prestazioni in attesa. Per farlo, si lavorerà 6 giorni su 7, stop solo la domenica, 12 ore al giorno, i privati accreditati dovranno raddoppiare l’attività utilizzando il budget di marzo aprile e maggio non speso. Se non dovesse bastare, come già noto, si autorizzerà l’extrabudget, ovvero potranno spendere più del consentito, effettuando più esami convenzionati.

Quanto poi alla rete covid, entro fine giugno, come già pianificato ed emerso, sarà smantellata nella sua formazione attuale. I 7 ospedali pubblici resteranno in allerta e pronti a riattivare i reparti mentre per l’ipotizzata ondata dell’autunno, il nuovo piano ospedaliero che al momento è ancora poco più di una bozza, prevede che ci siano almeno 150 posti letto vicini agli ospedali hub di ogni provincia – quindi per il Salento Perrino di Brindisi, Fazzi di Lecce e Santissima Annunziata di Taranto -. Quattro ospedali – da individuare tra quelli “chiusi” e da riconvertire – saranno dedicati solo al Covid, così da garantire percorsi separati. In questo modo, come già spiegato, non si dovrà incappare di nuovo nella sospensione dell’ordinaria amministrazione e non si metteranno a rischio personale e pazienti.

 

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