Movida post lockdown: locali ligi e preparati, la gente no

LECCE- Da una parte i gestori e i dipendenti dei locali che, sia in città che in provincia, con uno sforzo immane e nonostante le difficoltà economiche di una stagione già “persa” per metà, hanno messo in campo impegno per il rispetto delle nuove, inedite regole; dall’altra, la gente che, nella maggior parte dei casi, non è stata altrettanto ligia nell’adeguarsi alle norme anti covid.

Nel primo sabato sera post lockdown, può riassumersi così l’approccio a questa nuova movida estiva. Sono prove tecniche che, come detto fanno meritare un voto molto alto ai professionisti che sono tornati in campo.

A Lecce, la zona di Santa Croce era affollatissima, come in generale tutto il centro storico del capoluogo barocco. All’esterno dei locali, tavoli e sedie distanziati a dovere e personale impeccabilmente “bardato” con tanto di mascherine e guanti.  Non può dirsi lo stesso per gli avventori: più della metà non aveva neanche la mascherina.

Stesso discorso in provincia, nelle marine: qui siamo a Santa Caterina. Il passeggio sul lungomare sembra non badare affatto neanche alla distanza interpersonale. Sempre a Santa Caterina, grande prova di chi ha aperto il locale munendosi addirittura di transenne e distanziatori, con segni per terra a indicare la giusta distanza, che è stata rispettata non solo tra tavoli, ma anche tra le sedute, e con gel igienizzante posto a ogni angolo, a disposizione degli avventori. E però, anche qui, il problema si è registrato negli spazi pubblici, per strada e nella piazzetta. Laddove il locale è iper vigilato -“siamo diventati sceriffi in prima linea” dice chi ci lavora-, la gente che passeggia o, peggio, staziona, lo fa in libertà e senza mascherina.

Per non parlare di quanto abbandonato in bella vista sul lungomare: bottiglie e rifiuti di ogni genere per strada e sulle panchine a Santa Maria al Bagno. Anche i controlli messi in campo da un servizio straordinario interforze voluto dal questore di Lecce dà la stessa fotografia della serata: in campo, tra Lecce e provincia, 100 donne e uomini di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, che hanno controllato 160 persone e 53 attività commerciali: solo una di queste, a Lecce, non ha osservato pienamente le regole anticovid.

Non sono state elevate sanzioni alle persone identificate, alle quali sono più che altro state ricordate quali siano le norme da rispettare. Idem a Brindisi, dove per tutto il fine settimana ci sono 300 rappresentanti delle forze dell’ordine in campo per i controlli antiassembramento, con 20 unità del Reggimento San Marco a supporto.

 

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