E’ scontro Governo Regioni sulle ordinanze. Conte: “Illegittime”

BARI – “Le iniziative improvvide di singoli enti locali che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali,  sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime“. Il premier Conte stronca così le Regioni che in questi giorni avevano fatto una fuga in avanti rispetto al dpcm, approvando ordinanze che allentavano misure restrittive.

Regioni e Governo ai ferri corti, sindaci e governatori in pieno contrasto, è caos nei rapporti tra le istituzioni. E la Puglia non è esente dal circolo delle polemiche. Perché l’ordinanza del governatore Emiliano che riapre anticipatamente i cimiteri, le attività di bar e ristoranti per l’asporto, la manutenzione nelle seconde case con un passo avanti rispetto al governo centrale finisce nel calderone delle polemiche. Non solo le opposizioni si ribellano ad ogni livello istituzionale – la Lega a livello nazionale ha occupato le Camere sinché non ci saranno risposte concrete, i 5 stelle pugliesi hanno invitato Emiliano al passo indietro mentre l’avvocato forzista Sisto ha definito “schizofreniche” le prescrizioni contenute nelle ordinanze – ma è lo stesso Antonio Decaro, presidente nazionale Anci, ad intervenire duramente sulle decisioni dei singoli territori.

“I provvedimenti di divieto decisi nei decreti del presidente del Consiglio dei ministri – ha detto – vengono assunti sulla base di un algoritmo che tiene sotto controllo sia i dati del contagio sia i posti di terapia intensiva. Le decisioni delle Regioni, invece, su quale valutazione si poggiano? Pensate cosa succederebbe se ogni sindaco da domani decidesse che cosa far aprire e che cosa chiudere”. “Non possono essere le Regioni, con tutto il rispetto per le Regioni – ha detto ancora – a stabilire le linee guida sulla distanza sociale da adottare in un bar e protocolli di sicurezza relativi. Altrimenti quello che abbiamo fatto fino a oggi, tutto il lavoro, svolto anche dai Comuni, per condividere protocolli per riaprire in sicurezza è tutto lavoro inutile e rischia di non essere fatto nei bar e ristoranti”.

Insomma, una presa di posizione dura e netta. E’ rivolta anche a Emiliano? Più alla Calabria dice Decaro ma il riferimento generale c’è tutto. Lo stesso Emiliano per il  Primo maggio ha ridimensionato la libertà del settore ristorazione, con una nuova ordinanza, limitando l’attività al solo domicilio. Insomma un mezzo passo indietro.

Intanto anche il ministro Boccia nelle scorse ore aveva invitato i governatori a rititrare le ordinanze, paventando una diffida perché – dicono dal governo – le aperture differenziate saranno possibili dal 18. Ma dai governtori, per ora, nessun passo indietro.

 

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