I volontari del 118 preoccupati per la sicurezza

minerva

LECCE- Non hanno assicurazione contro i rischi coronavirus figurando volontari e con divise non adatte per tutti

In attesa potessero esser regolarizzati come altri loro ex colleghi e come da ipotesi regionali avanzate da ormai troppo tempo, i volontari del 118 si sentono in pericolo. In pericolo considerato il rischio virus e non fruendo delle garanzie come previste per tutti i lavoratori in caso di malattia od altri impedimenti . Inizialmente erano un gran numero poi buona parte assunta dalla Asl, postazione nuovo Vito Fazzi, ma una cinquantina di questi rimasti ancora nel limbo ma regolarmente operanti al Fazzi di piazzetta Bottazzi, su Viale Giovanni Paolo ed in Via Matera. Oltre ad operare perché interni ad associazioni di volontariato, le strutture portano a casa un rimborso spese poi usato anche per una sorta di retribuzione mensile, non sono garantiti da assicurazione se non in caso di morte, se per ricoveri gravi od in condizioni generanti danni permanenti alla mobilità. In caso di malattia, o come in questo periodo malauguratamente possibile, di quarantena domiciliare nulla a loro sarebbe dovuto. Altra preoccupazione che viene lanciata la possibile pericolosità di star sul campo per inadeguatezza di tute ed altra strumentazione per un loro sicuro operare. Mentre gli ex colleghi, ora regolarmente inseriti nell’organico Asl, fruiscono di quanto necessario chiedono alla sanità pubblica di poter anche loro esser preservati pur se semplici volontari

 

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