Covid, arriva il superesperto lecce Lopalco. Pronti 209 posti in terapia intensiva

BARI – Pierluigi Lopalco, fra i massimi esperti italiani nella gestione dell’emergenza coronavirus, leccese di origine, torna in Puglia per guidare la task force regionale sul tema.

La nomina, già nota da giorni, è arrivata ufficialmente. “L’esperienza del prof. Lopalco – ha detto il governatore Emiliano – eccellenza pugliese che torna da oggi a lavorare nella sua regione, ci darà un enorme aiuto ad implementare un sistema che protegga i cittadini e le cittadine da queste epidemie. Mano a mano riusciremo a mettere in piedi le procedure e le migliori pratiche a livello internazionale. La squadra pugliese, che sta dando il massimo, da oggi è ancora più forte e autorevole”.

Pier Luigi Lopalco ha lavorato presso il Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie a Stoccolma, dove è stato capo del programma per le malattie prevenibili da vaccino. Ha all’attivo oltre 170 articoli su riviste scientifiche accreditate nazionali ed internazionali.

Intanto l’esperto ha collaborato alla stesura del piano pandemia per la definizione dei posti letto in Puglia. Entro la fine della settimana, saranno pronti 209 posti in terapia intensiva, dedicati  esclusivamente all’emergenza Covid.
Con questa disponibilità di posti si potrà far fronte a uno scenario ipotetico, calcolato sulla base dell’esperienza fatta in Lombardia, con circa 2000 infetti, di cui 1000 ricoverati in ospedale, dei quali 200 potrebbero avere bisogno di cure in terapia intensiva-rianimazione. Questo numero potrà essere ulteriormente incrementato attraverso l’utilizzo di altri posti di rianimazione disponibili nella rete pubblica. In questo modo il piano di emergenza non impatterà sulla normale operatività della rete di emergenza-urgenza.
Infine l’assistenza ai pazienti affetti da Covid-19 potrà contare su una dotazione di posti letto – al netto delle terapie intensive – esclusivamente dedicati alla patologia pari a 680 posti, ubicati presso il nuovo Dea di Lecce, l’ospedale di Copertino e l’ente ecclesiastico Miulli di Acquaviva (Ba).

Intanto 10 cosiglieri regionali hanno chiesto al governo centrale di dichiarare la Puglia, zona rossa. “C’è bisogno di misure severissime, prima che sia troppo tardi” dicono i richiedenti. Ad inoltrare la richiesta Fabiano Amati, Sergio Blasi, Paolo Campo, Enzo Colonna, Mario Conca, Francesca Franzoso, Gianni Liviano, Peppino Longo, Donato Pentassuglia e Domenico Santorsola.

La richiesta punta ad isolare i comuni dove si riscontrano casi, coordinare lo scambio di malati e medici con regioni confinanti, controllare i passeggeri in arrivo con qualunque mezzo, imponendo la quarantena, cosa già in corso da domenica notte, derogare alle norme di finanza pubblica per effettuare le spese sanitarie necessarie e indifferibili; infine, sostenere il mondo del lavoro e delle imprese attraverso la sospensione dei tributi e del pagamento mutui.

 

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