Papa Francesco a Bari. Dai 40mila fedeli un tripudio di entusiasmo e affetto

BARI – Vince la fede, non la paura. I 40mila fedeli previsti erano tutti lì, ad attendere Papa Francesco che ha ricevuto l’abbraccio della Puglia. La papamobile ha percorso le vie di Bari tra le ali di folla che salutavano il ritorno del Santo Padre.

Prima tappa per Bergoglio, la Basilica di San Nicola. Qui ha incontrato i 60 vescovi che dal 19 febbraio sono riuniti per riflettere sul futuro della Chiesa dei paesi del Mediterraneo. “Il mare del meticciato” lo ha definito il Papa nel suo intervento, “vocato all’essere culturalmente aperto al dialogo e all’incontro”. Ecco perché, ha ragionato, non può rappresentare la morte per chi fugge dalla guerra e dalla povertà in cerca di speranza. “Si fa strada quel senso di paura – ha aggiunto il Pontefice – che porta ad alzare le proprie difese davanti a quella che viene strumentalmente descritta come “invasione”. Di qui il monito: “L’accoglienza e una dignitosa integrazione – ha detto Papa Francesco – sono tappe di un processo non facile. Tuttavia è impensabile doverle affrontare innalzando muri

E’ a questo punto che il Papa abbandona il discorso scritto, si ferma per un attimo a riflettere per scegliere con cura le parole da prinunciare a braccio. Poi dice: “A me fa paura quando ascolto qualche discorso di alcuni leader delle nuove forme di populismo. E mi fanno sentire discorsi che seminavano paura e odio nella decade del ’30 del secolo scorso”.

Al termine dell’incontro, la visita nella cripta della Basilica per una preghiera dinnanzi alle reliquie di San Nicola. Poi il saluto alla gente che lo attendeva. Ancora una volta, la papamobile si fa circondare e abbracciare dall’affetto dei fedeli che ovunque hanno occupato gli spazi possibili pur di vedere Papa Francesco. Sino all’arrivo in corso Vittorio Emanuele, dove ad attendere un bagno di folla a perdita d’occhio.

L’unico integralismo è la carità. Non c’è alternativa sensata alla pace“, dice nell’omelia. Al termine dell’Angelus, dove ha ricordato la Siria e “l’immane frastuono delle armi” un saluto dal vescovo di Bari, Cacucci, una stretta di mano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e poi l’abbraccio finale alla città prima di tornare in Vaticano. Assente il premier Conte impegnato a Roma per l’emergenza coronavirus.

La città, come detto, ha scelto di non farsi intimorire dal coronavirus. “Ha vinto la fede. Erano paure fondate ma ha vinto la fede” ci racconta una donna in fila mentre attende di poter entrare attraverso i varchi dei controlli. “Non ho mai esitato a venire oggi, perché è la fiducia che cambia il mondo la paura no”, aggiunge un ragazzo. Poche le persone che si presentano munite di mascherina: “E’ bastata questa precauzione – ci spiega una donna -. Il Papa non è facile vederlo, quindi per noi è stata una cosa spettacolare. Mancare sarebbe stato assurdo”. Le fa eco un’altra donna accompagnata da amiche, tutte munite di mascherina: “Cerco in questo modo di mantenere a bada il panico sinceramente, ma la fede mi ha fatto vincere ogni paura”.

Le uniche sede vuote nel settore riservato alle autorità e agli ospiti. Per il resto è un vero tripudio di entusiasmo.

 

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