Lecce-Inter: denunciati tre aggressori dei tifosi nerazzurri. Pugni ad una donna, sciarpa bruciata e 14enne a terra

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LECCE – Le indagini sono state avviate subito dopo le denuncia delle 4 vittime, incrociando le loro testimonianze con alcuni video postati su fb. Tre le denunce scattate al margine degli approfondimenti della Digos: sono a carico di un 51enne e un 29enne, entrambi di Copertino, e un 20enne di Campi Salentina.

Sono accusati di lesioni aggravate, rapina e tentata rapina in concorso tra loro. Il 13 gennaio scorso, durante la partita Lecce-Inter al Via del Mare, hanno inveito, strattonato e tirato pugni ad alcuni tifosi della squadra avversaria che sedevano, vicino a loro, in curva Sud. Quattro le vittime degli atti di violenza: tra loro anche una donna, 40enne della provincia di Brindisi, che allo stadio era andata con tutta la famiglia: ha riportato un trauma contusivo dietro la testa, con una prognosi di 10 giorni. Più fortunato un 14enne del Barese, che stava assistendo ad una partita di calcio per la prima volta in vita sua ed era accompagnato dal padre. Il ragazzo, per difendere la propria sciarpa dell’Inter, a causa delle spinte ricevute dal suo aggressore, è caduto in avanti, sui gradoni di cemento, saltando completamente un’intera fila di posti, senza fortunatamente riportare gravi danni.

Successivamente i tre si son diretti verso un altro uomo, anche lui con indosso una sciarpa dell’Inter che, dopo essere stato afferrato dal giubbotto e colpito con un pugno allo zigomo, è stato privato del vessillo neroazzurro, sfilatogli dal collo. La sciarpa, in seguito, è stata data alle fiamme dal 51enne di Copertino che l’ha sventolata sopra le teste degli spettatori sotto di lui, esibendola come “trofeo” all’indirizzo del settore ospiti.

Al scatenare il tutto un gol dell’inter: incassata la rete, i tre denunciati hanno abbandonato i posti assegnati e raggiunto gli interisti intenti ad esultare. Hanno sferrato pugni e schiaffi a chiunque, colpendo a caso i presenti, senza distinzione appunto di sesso o di età.

Oltre alla denuncia penale, per i tre è stata avviata la procedura per l’irrogazione del DASPO e delle sanzioni amministrative previste in virtù delle violazioni al regolamento commesse.

Le indagini, intanto, proseguono, in attesa dei riscontri per l’identificazione di altri soggetti che, come è stato visto nei filmati, facevano parte del gruppo di facinorosi.

 

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