Giornata della Memoria, medaglia d’onore a 12 salentini deportati

LECCE- Spetterà a loro il compito di portare la memoria nel futuro, in questo tempo nuovo che è la post modernità ma che non potrà prescindere dal valore del passato. Ai giovani, dunque, il compito di estirpare la malerba che ricresce e la sua radice, che si fa pericolosamente ancora più profonda nelle discriminazioni dei migranti, nel vandalismo delle sinagoghe, nella ricomparsa, nella civilissima Italia, delle scritte “Juden hier” sulle porte. È per questo che la Prefettura di Lecce ha deciso di affidare agli studenti il timone delle celebrazioni di questa giornata della memoria, per ricordare le vittime dell’Olocausto.

“I ragazzi sono più bravi di noi – ha detto la prefetta Maria Teresa Cucinotta – e gli studenti dei licei salentini sono molto recettivi e pronti a cogliere gli input. Sono sicura che sono i ragazzi a dare un messaggio a noi e non viceversa, perché loro hanno chiara la cognizione delle atrocità”.

In mattinata, in un salone degli specchi decisamente affollato, 50 studenti della scuola primaria Ampolo di Surbo, dell’istituto comprensivo Ammirato Falcone di Lecce e del liceo Palmieri di Lecce hanno seguito da vicino anche la consegna di dodici medaglie d’onore, attribuite con decreto del presidente della Repubblica ad altrettanti salentini, soldati deportati o internati nei campi di concentramento e costretti al lavoro forzato. “Queste medaglie testimoniano il tributo di sangue di questa terra”, ha ribadito il prefetto.

Toccante la cerimonia di consegna: a ritirare le medaglie sono stati i figli o i nipoti di Isidoro Venneri, di Lecce; dei monteronesi Donato Mario Carriero, Salvatore Montedoro e Salvatore Politi; di Tommaso Martiriggiano di Aradeo; dei copertinesi Cosimo Verdesca e Lucio Antonio Giuseppe Vetere; di Antonio Cretì di Melendugno; dei miggianesi Cosimo Calati, Giovanni Giunca, Vito Lillo e Ippazio Marcello Spiga.

 

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