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“Gente di farina, sale e acqua”: la prima del film dal Chiapas al Salento

CASTIGLIONE D’OTRANTO- Ci vuole visione per partire dall’analisi delle favole del sub comandante Marcos, attraversare le comunità campesine del Chiapas (Messico) e arrivare ad indagare e interrogare, dal Salento, la realtà attuale, segnata da crisi economica ed ecologica e nuove forme di sfruttamento. Un percorso che va in profondità quello di Gente di Farina, Sale e Acqua/ People of Flour, Salt and Water, un film del collettivo russo Chto Delat (Olga Tsaplay Egorova, Nina Gasteva, Dmitry Vilensky, Nikolay Oleynikov), prodotto da Free Home University, piattaforma che dal 2014 unisce pedagogia, processi artistici, indagine sociale e costruzione di comunità.

Venerdì pomeriggio, la prima visione mondiale si è tenuta nel mulino di comunità di Castiglione d’Otranto, luogo in cui sono state realizzate anche le riprese, durante una residenza estiva. Non una scelta casuale: la frazione di Andrano è diventata nel tempo “luogo di confluenza dell’impegno per l’agricoltura biologica e le lotte ambientali”, dice Alessandra Pomarico, curatrice di “Corpi e Anticorpi Festival”, all’intero del quale è rientrato l’evento.

La proiezione si è tenuta nell’ambito della settima edizione de “Lo Spirito del Grano”, manifestazione invernale di Casa delle Agriculture che organizza anche la Notte Verde. Ad anticipare la visione è stato il percorso sensoriale sull’arte dolciaria del Mediterraneo, assieme ad alcune famiglie rifugiate e all’Info Point e Pro Loco Andrano. Il film esplora la vita dei protagonisti (artisti, filosofi, contadini, richiedenti asilo, attivisti) approdati da contesti e Paesi diversi “in un’Italia spesso xenofoba e razzista” e riunitisi in un angolo di Salento definito “ancora rurale e zapatista”.

Il film usa lo stile dell’ironia e della sensibilità poetica per indagare su sfruttamento eccessivo delle risorse, espropriazione delle terre, distruzione delle economie tradizionali e nuove forme di sfruttamento, conseguenza del dominio su scala globale di multinazionali e governi neoliberisti e tra le cause che spingono milioni di persone a migrare in cerca di rifugio da guerre, povertà, catastrofi ambientali, persecuzioni e violazioni dei diritti umani.

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