Omicidio Carvone, Procura chiede collaborazione e scattano altri 3 arresti

BRINDISI- E’ un cerchio che continua a stringersi ma che ancora non vede alcun indagato con l’accusa di omicidio. L’inchiesta sul delitto di Giampiero Carvone, il 19enne freddato nella notte tra il 9 e il 10 settembre scorso a Brindisi, porta però a ulteriori tre arresti eseguiti in mattinata dalla Squadra mobile. L’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip su richiesta della Procura riguarda tre uomini, due dei quali già finiti in manette per fatti legati ai prodromi di quell’esecuzione, stavolta accusati di detenzione e porto illegale di una pistola semiautomatica. Nessuno, va ribadito, è indagato per omicidio. Per il quale però la Procura dice di non aver “perso fiducia nella collaborazione che terzi possono offrire”.

Sull’utilizzo dell’arma sono in corso accertamenti: era custodita da C.S., 28 anni, uno degli arrestati, mentre già era ai domiciliari per aver preso parte all’estorsione tentata contro il padre di Giampiero Carvone, nove ore prima dell’omicidio.

In quell’arco di tempo intercorso tra i due fatti c’è stato anche dell’altro: alle 21.20 del 9 settembre, nella piccola piazza tra via Bradano e via Adige, alla spalle della Chiesa del Cuore Immacolato di Maria, è stato esploso un colpo di fucile che ha destato il panico tra le donne e i bambini. Secondo gli inquirenti, si voleva così rafforzare la minaccia fatta nei confronti di un giovanissimo amico di Carvone: se non fossero state soddisfatte le loro richieste, avrebbero sparato in testa a lui e ad altre persone. Per quell’esplosione sono già stati condotti in carcere lo stesso soggetto nuovamente arrestato in mattinata e suo nipote 19enne, S.G.: la loro posizione dunque si aggrava a causa della capacità di procurarsi e usare più armi comuni da sparo. In manette anche un terzo soggetto C.A.

Si cercano, intanto, “prove inconfutabili” anche in merito all’omicidio, che al momento resta senza responsabili.

Il movente risiederebbe nel furto di un’auto in uso a uno degli arrestati. Giampiero Carvone avrebbe rubato quell’auto, una Lancia, proprio al 28enne arrestato nuovamente in queste ore. Durante la fuga, avrebbe fatto un incidente. Non è chiaro come, ma il proprietario ha poi ritrovato la vettura e, nel pomeriggio precedente all’omicidio, si è presentato assieme ad altri tre a casa del 19enne: secondo la Procura, infatti, avrebbe indotto alcuni soggetti, tra di loro collegati e contigui alla vittima, a pretendere da Giampiero una somma di circa 10mila euro a mo’ di risarcimento danni per il furto e per l’incidente. Non avrebbero usato mezzi termini, arrivando anche a sfondare il portone dello stabile in cui c’è l’appartamento della famiglia e a minacciare i genitori. Nove ore dopo, qualcuno ha citofonato a casa di Giampiero invitandolo a scendere e poi lo ha ammazzato.

 

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