Giorgia, rigetto in corso. Lei non si abbatte e detta le sue “regole”

PITTSBURGH – “Gli steroidi non funzionano. Dalla notte scorsa Giorgia dovrà essere sottoposta a una terapia ancora più pesante”. Per lei le battaglie non finiscono mai. Le ultime notizie che arrivano dal Children’s hospital di Pittsburgh, negli Stati Uniti, si possono leggere sulla pagina FaceBook “Aiutiamo Giorgia” e, purtroppo, parlano di un rigetto in corso. A due settimane dal trapianto, effettuato perché dalla nascita la piccola è affetta dalla rara sindome di Berdon, il corpo della bambina sembra non tollerare il nuovo intestino. E adesso bosogna darle altri farmaci, con possibili effetti collaterali tra i quali la riapertura della ferita. Avevano appena tolto il secondo catetere in giugulare, quello che doveva essere temporaneo. E ora, invece, bisognerà metterne un altro più grosso, in anestesia, e Giorgia è terrorizzata all’idea.

Nonostante tutto, lei non si abbatte. O meglio: si arrabbia: come poche ore fa, quando ha messo nero su bianco delle regole tutte sue, che ha affisso alla porta della sua camera di ospedale. Ce lo dice mamma Elisa, in collegamento dalla sala di attesa.

Ha provato a mangiare, a 11 anni, per la prima volta in vita sua, a parte i minuscoli assaggi di quello che lei stessa prepara, perché adora cucinare. Il brodo lo ha fatto lei, in ospedale.

Ora più che mai, tutto il calore del Salento deve arrivare dall’altra parte del mondo.

 

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