Lecce: il meglio deve ancora venire

LECCE (di M.Vecchio) – Non sarà una posizione di classifica ideale ma decisamente in linea con il cammino salvezza, vero obiettivo della società giallorossa e di Liverani.

I punti non sono un bottino di guerra di cui andare propriamente fieri probabilmente ma a seconda di come si vuol guardare questa classifica si possono trovare sfumature diverse.

Il Lecce ha affrontato, dopo 7 turni, quattro delle prime cinque in classifica. Manca la Juventus capolista che non tarderà ad arrivare al Via del Mare, per il resto Inter, Atalanta, Napoli e Roma rispettivamente seconda, terza quarta e quinta in classifica hanno incrociato i giallorossi. Zero punti con queste corazzate. Un divario di milioni e qualità che ha trovato riscontro con i punti totalizzati. Un avvio di fuoco certamente per Liverani che anche al cospetto delle corazzate è rimasto fedele alla sua idea di calcio non sacrificando quello che è il suo percorso alla guida del Lecce.

Un Lecce che cerca la giusta maturità, al momento decisamente lontana se non tranne qualche fugace eccezione. Non è questione di moduli o numeri, è questione di atteggiamento. È qui che sorge la domanda delle domande… questo Lecce ha la qualità giusta per seguire i dettami del suo tecnico? In alcuni casi la qualità è emersa altre volte è sprofondata sotto i colpi del cinismo della serie A e dei grandi campioni che la popolano. Nessun allarmismo per carità, il meglio deve ancora venire. Le prossime due gare con Milan e Juventus potrebbero aprire scenari poco confortanti in classifica ma da lì in poi il Lecce potrebbe essersi messo nelle condizioni fisiche e mentali per riguadagnare il terreno perduto contro squadre cosiddette alla portata.

Nel calcio nulla è scontato e nessuno fa sconti a nessuno, a volte neppure chi vorrebbe il Lecce più su in classifica in barba alle corazzate affrontate. Nei sedici campionati di serie A disputati il Lecce 8 volte alla settima giornata ha fatto più di 6 punti, 5 volte invece ha fatto peggio, altre 2 volte ha racimolato 6 punti, tanti quanti ne ha oggi. Campionati a 3 punti o a 2 punti poco importa, si tratta solo di statistiche che hanno senso alla fine di un campionato, non sono quelle che cambiano il corso di una stagione. I campionati cambiano con il giusto atteggiamento in campo, con la qualità e in mancanza di questa con l’ardore e la fame di chi non vuole farsi sfuggire dalle mani un sogno.

Qualcuno probabilmente non è ancora in linea con questo principio ma l’importante è che sia ben chiaro nella testa di chi ha in mano le redini della squadra. A lui l’arduo compito di risollevare umore e classifica.

 

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