L’Arcivescovo agli studenti: “La scuola sia patria di solidarietà e condivisione”

LECCE – “Solo chi dubita è animato da un desiderio sincero di trovare la verità, a differenza di colui che non si pone nessuna domanda”. È parafrasando Sant’Agostino che Monsignor Seccia, Arcivescovo di Lecce, parla agli studenti pronti al nuovo anno scolastico.

Dopo aver scritto loro una lettera, in mattinata li ha incontrati nell’aula magna dell’Istituto “Deledda” di Lecce, dove ha chiamato a raccolta giovani, famiglie e docenti per un momento di preghiera. Non in chiesa, ma a scuola. Sì perchè il primo augurio di Monsignor Seccia è che questo luogo non sia ridotto ad un semplice “spazio di fatica per una una sterile acquisizione di idee e concetti -ha detto- ma sia lo spazio dei sogni, il luogo delle amicizie più sincere e costruttive, sia la “patria” della solidarietà, dell’ascolto, della condivisione e della reciproca fiducia”.

Una riflessione di ampio respiro la sua, che chiama in causa i giovani come portatori sani di futuro. “Siamo chiamati a rispondere con impegno e competenza alle esigenze della nostra cara Nazione per costruire una società più giusta e capace di includere ogni forma di diversità e fragilità -ha detto- il nostro impegno deve diventare tale che le differenze non devono essere viste come muri o filtri ma semplicemente una ricchezza da far emergere e valorizzare”.

Poi l’invito a valorizzare i talenti ricevuti in dono, mettendo l’originalità della propria vita a servizio degli altri in modo generoso e disinteressato. “Non abbiate paura di sporcarvi le mani -ha concluso- e mai tiratevi indietro davanti alle sfide educative che vi attendono.

Sono certo che i vostri insegnanti vi doneranno la curiosità del sapere e il gusto della ricerca sincera ed appassionata della verità. Mi auguro che nella vostra esperienza scolastica non vi sentiate ne vuoti a perdere, ne solo teste da riempire ma tesori da scoprire”.

A voi cari Dirigenti e Docenti, con il quale condivido la grande Avventura Educativa, vi chiedo di intercettare sempre le sfide e i bisogni speciali dei nostri ragazzi, forti nel sostenere le fragilità, risoluti nel trasmettere il nostro grande patrimonio culturale”.

 

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