Droga, estorsioni e attentati: in 46 rischiano il processo dopo il blitz “Vele”

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LECCE-  46 persone rischiano il processo per associazione mafiosa e droga. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati coinvolti nell’ operazione “Vele” dell’8 gennaio scorso. Quel giorno la Squadra Mobile di Lecce arrestò 16 persone. 49  gli indagati. L’11 settembre è fissata l’udienza preliminare davanti al gup Sergio Tosi.

L’operazione era stata chiamata “Vele” con chiaro riferimento alle palazzine della zona 167, quartier generale, secondo gli investigatori, dell’associazione di stampo mafioso capace di piazzare droga in tutto il Salento leccese e brindisino. A coordinare le indagini era stato il procuratore aggiunto della Dda Guglielmo Cataldi. Stando all’impianto accusatorio, tutti gli arrestati facevano parte dello stesso gruppo criminale capeggiato dai fratelli Massimiliano e Gianfranco Elia, di 43 e 46 anni, e da Cristian Cito, 30 anni. I tre sono ritenuti i referenti del clan riconducibile a Pasquale Briganti e Cristian Pepe. Approfittando dell’assenza di questi ultimi, in quanto in carcere, avrebbero conquistato il controllo di parte del traffico e dello spaccio nel capoluogo. Non avrebbero fatto tutto da soli: da gruppo con una propria autonomia criminale hanno mantenuto rapporti trasversali con elementi di spicco, dallo spessore criminale noto alle forze dell’ordine, in particolare Saulle Politi, 47 anni, di Monteroni, e il sardo Antonio Balloi, 72 anni, di Surbo. In più occasioni, Saulle e Balloi avrebbero funto da intermediari nella vendita di ingenti quantitativi di droga.

Centinaia gli episodi di spaccio ricostruiti in un anno di indagini, grazie anche alle dichiarazioni di alcuni pentiti, ma anche grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, appostamenti, osservazioni. Dalle “Vele” al resto della provincia sarebbero giunti fiumi di cocaina, eroina, hashish, marijuana.

Gli arrestati: Cristian Cito, 30 anni, di Lecce; Massimiliano Elia, 43 anni, di Lecce; Gianfranco Elia, 46 anni, di Lecce: tutti e tre sono accusati di associazione di stampo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti. In concorso con loro, rispondono di produzione, detenzione e traffico di droga Giampiero Alula, 41, nato a San Pietro Vernotico; Antonio Balloi, 72 anni, di Surbo; Cesario Filippo, 40 anni, nato a San Pietro; Saulle Politi, 47 anni, di Monteroni;  Gabriele Tarantino, 40 anni, di Campi. Di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti sono accusati anche gli altri arrestati: Luca Pacentrilli, 30 anni, di Lecce; Antonio Restia, 54 anni, di Lecce; Oronzo Russo, 32 anni, di Lecce; Andrea Bisconti, 38 anni, di Lecce; Danilo De Tommasi, 30 anni; Rodolfo Franco, 62 anni, di San Cesario; Andrea Podo, 24 anni; Diego Podo, 34 anni.

 

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