NoTap Brindisi: “Gasdotto SNAM, distrutti almeno altri 2.000 ulivi”

BRINDISI – “Gasdotto SNAM: distrutti almeno altri 2.000 ulivi a Torchiarolo e Lecce”. La denuncia è del comitato NoTap Bindisi. “Dopo la diffida del Movimento No TAP di Brindisi, SNAM aveva risposto con una nota ufficiale pubblicata sul Quotidiano di Puglia, dichiarando che su tutti gli alberi sarebbe stata fatta l’analisi molecolare per la Xylella. E dopo la nuova denuncia per la distruzione di un migliaio di ulivi del 23 luglio scorso, SNAM ha dichiarato a TeleRama che su 1.001 ulivi campionati lungo la tratta del metanodotto Snam compresa tra Brindisi e San Pietro Vernotico, oltre la metà è risultata positiva al batterio Xylella fastidiosa. Le piante, quindi, sono state distrutte” scrivono dal comitato “Per la precisione, 541. E i restanti 460 ulivi “sani” sono stati messi nei depositi di Contrada Matagiola e di Galeano a Torchiarolo.

Ma facendo un ulteriore sopralluogo nel tratto successivo, da Torchiarolo all’Abbazia di Cerrate, Lecce, altri 14 km di pista, la zona dove si concentra la maggior parte degli 8.603 ulivi lungo i 55 km del megagasdotto, manca almeno qualche altro migliaio di ulivi, con centinaia di ulivi monumentali. Ci chiediamo dove siano finiti, visto che nella zona non ci sono altri depositi: tutti distrutti per xylella anche quelli? Perciò non sono solo 1.001 gli ulivi distrutti o espiantati, come dichiarato da SNAM, ma sono più del doppio… Chiediamo a SNAM di dettagliare il numero totale di ulivi eradicati su tutti i tratti, quanti sono stati distrutti per Xylella e le analisi per tali alberi”.

Sappiamo che il legno di tali ulivi abbattuti è stato subito tolto dal tracciato e depositato in depositi privati a Torchiarolo in attesa che i legittimi proprietari vadano a ritirare la legna.

Ricordiamo anche che nell’agro di Brindisi e Tuturano attraversati dal megagasdotto non ci sono casi di Xylella dichiarati dalla Regione, perciò i 541 ulivi abbattuti per Xylella sono solo nel breve tratto di 4 km di San Pietro Vernotico e inizio tratto Torchiarolo. Poi ci sono i 14 km di soli ulivi tra Torchiarolo e Santa Maria di Cerrate, dove, seguendo le targhette di geolocalizzazione di SNAM, mancano circa 2.000 ulivi: togliendo quelli posti ai margini del tracciato, segnati col pallino blu, mancano almeno un altro migliaio di ulivi”.

A Torchiarolo, proprio qualche settimana fa il Consiglio di Stato ha stabilito che le “attività domestiche”– combustione di legna legata alle attività agricole stagionali ed utilizzo di biomassa legnosa negli impianti di riscaldamento residenziali del comune di Torchiarolo e le attività industriali della Centrale Enel Federico II e del complesso industriale di Brindisi contribuiscono in maniera pressoché equivalente al particolato atmosferico misurato nell’area di Torchiarolo. Ricordiamo che il Comune di Torchiarolo ha concentrazioni di PM10 oltre ogni limite ammesso e il Comune perciò ha anche dichiarato l’emergenza climatica il 30 giugno scorso all’unanimità.

Fatto ancora più grave, sono stati smantellati i muretti a secco in Contrada Provenzano, al km 31.5 del gasdotto e anche quelli millenari della antica Via Francigena presso l’Abbazia di Cerrate. Qui nel bosco di ulivi adiacente al Parco di Rauccio, gli ulivi non sono ancora stati eradicati, ma è singolare che solo gli ulivi millenari siano stati segnati con fascia bianco-rossa per la distruzione, mentre gli alberi più giovani dovranno essere espiantati. Solo i millenari hanno la xylella?

Poi all’altezza dell’attraversamento della SP 85 Torchiarolo – Lendinuso, sono stati fatti i sondaggi delle falde idrogeologiche: proprio sotto la strada, dove dovrà essere costruito il micro tunnel, abbiamo notato lo spillamento di acqua dalla falda, subito coperto dalla ditta incaricata dei sondaggi, ma con il laghetto d’acqua sorgiva ancora ben visibile. Ricordiamo che le prescrizioni A6, A7 e A17 della Valutazione di Impatto Ambientale impongono di prestare la massima attenzione all’eventuale interferenza dell’opera con le falde per evitare fenomeni di mescolamento e di sifonamento”.

LA REPLICA DI SNAM

Ma Snam smentisce ancora una volta le dichiarazioni “totalmente prive di fondamento” del comitato Notap di Brindisi secondo il quale i lavori di realizzazione del metanodotto Brindisi-Melendugno avrebbero comportato l’abbattimento di 2.000 ulivi a Torchiarolo e Lecce. Il numero complessivo di alberi abbattuti poiché affetti da Xylella, riferito alle intere province di Brindisi e Lecce, è 1.293, a fronte di 559 risultati sani, una parte dei quali è già stata trasferita provvisoriamente in aree recintate e coperte da teli antinsetto per evitare il contagio. L’abbattimento degli ulivi malati, così come l’espianto e la messa a dimora di quelli sani – i quali verranno ricollocati nella loro posizione originaria al termine dei lavori – è stato effettuato previo esame e autorizzazione delle autorità regionali competenti, che provvedono anche a informarne i comuni interessati. Si ricorda, peraltro, che l’abbattimento degli ulivi affetti da Xylella è un obbligo stabilito dalle normative nazionali e regionali al fine di contrastare il contagio; un obiettivo al quale Snam vuole contribuire sostituendo gli ulivi malati lungo il tracciato e nelle zone adiacenti alle aree di lavoro con specie sane e resistenti al batterio. La società sta seguendo puntualmente le prescrizioni incluse nel decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) anche con riferimento ai muretti a secco, che verranno ricostruiti impiegando il materiale originario e conservandone integralmente forma e caratteristiche. Tutte le prescrizioni ante operam sono state dichiarate ottemperate dagli enti vigilanti, mentre sono in corso le verifiche su quelle previste in corso d’opera. Come da prassi consolidata in tutta Italia, Snam opera sul territorio pugliese avendo a cuore la salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e della biodiversità e provvedendo – a opera conclusa – ad accurate e capillari azioni di ripristino.

 

 

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