Scarico nella riserva, a Torre Colimena la protesta scende in strada

TORRE COLIMENA – I cittadini schierati indifesa della riserva naturale di Torre Colimena non hanno peli sulla lingua: troppe, a loro dire, le presunte anomalie che vizierebbero il progetto di Aqp, quello che potrebbe presto portare alla realizzazione dello scarico complementare (in caso di emergenza o di troppo pieno) del depuratore consortile di Manduria e Sava nel bacino di Torre Colimena, in piena area protetta.

Per questo giovedì sono scesi in strada, con al fianco i primi cittadini dei Comuni interessati dalla questione, il Comitato unitario per la delocalizzazione del depuratore di Urmo e una cospicua delegazione del Movimento Regione Salento. Proprio quest’ultimo, per voce di Giuliana Coluccio (Consigliera comunale di Melpignano e Coordinatrice del MRS, dipartimento Ambiente) nei giorni precedenti aveva elencato tutte le criticità legate al progetto, bollandolo come “l’ennesimo sfregio all’ambiente e al territorio salentino in quell’oasi naturale in provincia di Taranto che proprio non lo merita“. Nonostante esposti e diffide Aqp tira dritto. L’appello rilanciato all’unisono è stato quello di rivedere il progetto e adottare soluzioni compatibili con l’ambiente, così prevede l’Agenda ONU 2030.

Il corteo ha mosso i primi passi partendo dalla Torre Saracena, bandiere e striscioni in mano. La protesta per l’ennesima volta si è fatta sentire: i responsabili dell’area marina protetta di Porto Cesareo e delle riserve naturali regionali Palude del Conte e Litorale tarantino orientale (salina del Monaci, fiume Chidro, Bosco di Rosamarina) chiedono alla Regione di essere ascoltati nell’ambito della procedura di via. I cittadini alzano il tiro anche perché spaventa il copione che spesso si ripete altrove, come accaduto a Leuca, dove dopo le chiazze in mare, i tombini spesso non reggono i flussi, inondando le strade di acqua.

Secondo Aqp lo scarico disterebbe almeno 300 metri dalle abitazioni. Ed è proprio questo uno dei dati più allarmanti che gli attivisti contestano: “le prime case -dicono- sono a circa 50 metri”.

Il 7 aprile 2017 la Regione aveva sottoscritto la localizzazione nuova del depuratore in località serpenti. Poi il passo indietro. E ora il nuovo progetto di Aqp porterebbe a conferire i reflui in un corpo idrico superficiale che sfocia nel bacino, che è nel cuore della riserva naturale regionale del litorale tarantino orientale, praticamente collegato subito al mare di Torre Colimena e a un tiro di schioppo da Punta Prosciutto.

Il patto etico tra uomo e natura che Aqp sostiene di rispettare a dire di tutti i manifestanti resta su carta. Per questo la protesta andrà avanti. Giovedì tra gli interventi sul palco anche quello dei giornalisti Mediaset Remo Croci e Pinuccio, inviato di Striscia.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*