Lapadula: “Lecce è quello di cui avevo bisogno dopo aver perso due anni”

L'attaccante Gianluca Lapadula insieme al direttore sportivo Mauro Meluso

LECCE – (di Tonio De Giorgi) Al Via del Mare presentato l’attaccante Gianluca Lapadula proveniente dal Genoa. Il club giallorosso ha acquisito il cartellino del calciatore a titolo temporaneo con diritto di opzione. “Appena uno dei miei procuratori mi ha parlato di Lecce, l’idea mi è piaciuta molto, anche per l’entusiasmo che si è creato in città. Conosco molto bene questa Regione, ci vengo da quando ero bambino. Lottare per la salvezza non sarà un problema, l’ho fatto a Genova nelle ultime due stagioni e mi è servito molto”. Il primo impatto con Liverani in aeroporto. Avevano lo stesso volo che li ha portati in Salento. “Me ne hanno parlato bene, è un grande allenatore e ha molto carisma”. Sarà Liverani a curarne il rilancio dopo due stagioni da dimenticare. “Avevo bisogno proprio di questo. Spero di essere Lapadula. So che qui c’è grande entusiasmo e grande calore per le due promozioni. Sono stato accolto a braccia aperte, ci voleva proprio e per questo ringrazio tutti”. Il nuovo attaccante giallorosso non si tira indietro quando deve parlare dell’esperienza avuta nel club rossoblu. “Il vero Lapadula lo hanno visto all’opera nelle ultime quattro, cinque partite – racconta -, ora sto bene. Ma la società mi ha messo alla porta fin dallo scorso ritiro estivo. Non mi volevano vedere neanche in cartolina al Genoa, però sono scelte societarie che vanno rispettate. Sono rimasto molto dispiaciuto per come mi hanno trattato. Ora per me inizia un cammino molto importante, che ho voluto fortemente. Adesso penso solo al ritiro e a fare bene in questo mese”. Tuttavia sono state due stagioni da dimenticare. “Ho perso quello che mi ero guadagnato in precedenza, non solo al Milan, ma pure al Pescara e poi ho fatto tanta gavetta in Serie C. In questi due anni ho conosciuto un calcio che non conoscevo e che ha lasciato in me molta delusione. Dentro di me ho tanta rabbia che spero di fare esplodere in campo”. Dei nuovi compagni conosce Falco, La Mantia, ha giocato con Tabanelli. E spera nell’arrivo di Yilmaz. “Lo auguro alla società: più giocatori importanti ci sono, più ti diverti in campo”. Quando il direttore sportivo Meluso lo portò a Frosinone (parentesi sfortunata), Stellone giocava con il 4-3-3 e il ruolo di esterno non esaltava le sue caratteristiche. Nel 4-3-1-2 di Liverani si appresta ricoprire il ruolo di seconda punta, ma può giocare pure da primo attaccante. “Per me cambia poco – fa sapere -, ho fatto anche il trequartista”. In ritiro sceglierà il numero di maglia, ma dice. “Qui ci son giocatori che hanno vinto due campionati, è giusto dare la precedenza a loro, io vengo dopo”. Intanto l’impatto con la città è stato positivo. “Tantissima gente mi ha parlato di Lecce. Tra gli altri anche Checco Palmieri: mi ha detto che è una città stupenda. E poi sono qui da due giorni e non ho pagato ancora un caffé”. Il Salento è anche un po’ la sua terra: suo padre è originario di Fasano. “Vengo in questa bellissima regione, a Savelletri, sin da piccolo, ho parenti a Fasano“.

 
Ottica Salomi

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