Due mesi senza Serena. I genitori: chi ha assistito all’incidente si faccia avanti

doc cantina salice

MELENDUGNO – La sera di Pasquetta tutto è cambiato a casa Nahi, a Melendugno. Serena si è spenta all’improvviso. Lei, che era “Il sole di questa casa” come dice mamma Tiziana. E in quella casa ora restano le mani dei suoi genitori che si stringono, il suo cane Kira e il gatto Macchia che sembrano aspettarla, in camera sua o davanti alla finestra. Serena il 6 luglio avrebbe compiuto 25 anni, ma quelle candeline non le spegnerà mai. La sua vita, come una brusca frenata, si è interrotta sulla strada, in un tragico incidente che ha portato via tutto: la gioia da questa famiglia che, lei, figlia unica, faceva respirare ogni giorno. Via i suoi occhioni azzurri. Via il sorriso sempre stampato sul suo viso. Via Serena tifosa del Lecce, via Serena No Tap, via Serena con la passione per la professione di parrucchiera. Via la sua voce allegra. Via, insieme a lei, tutta la vita di Tiziana e Ronzino.

La sera del 22 aprile, dopo aver festeggiato Pasquetta con gli amici in una masseria a San Foca, Serena Nahi si è messa alla guida dell’auto di famiglia, una Grande Punto grigia, per tornare a casa. Avrebbe, secondo la ricostruzione della dinamica -e il condizionale è ancora d’obbligo- effettuato un doppio sorpasso, dopo il quale avrebbe perso il controllo del mezzo, colpito poi dall’auto appena superata. Un impatto devastante, proprio dal lato guidatore. Non ebbe scampo: vettura accartocciata e operatori del 118 che poterono solo constatarono, al loro arrivo, il decesso della 24enne. Feriti anche, ma non in modo grave, i coniugi a bordo dell’altra auto. Nessun testimone, come riportato nel primo verbale redatto dalle forze dell’ordine intervenute.

Qualche giorno dopo, però, un testimone spuntò. Si tratterebbe dell’uomo che era alla guida della prima vettura sorpassata dalla ragazza. Ora Tiziana e Ronzino lanciano un appello a chiunque possa aver visto qualcosa quella sera: non vogliono intralciare la giustizia, in cui ripongono fiducia, né addossare colpe a caso. Vogliono la verità perché, secondo loro, la dinamica di quei drammatici istanti potrebbe non essere quella finora descritta. Era la sera di Pasquetta e la strada di ritorno dal mare, sulla Torre dell’Orso-Melendugno, era di certo trafficata in quel momento. Basti pensare -dice Tiziana- che poco dopo su FaceBook diverse persone hanno pubblicato foto di Serena senza vita.  La loro è solo ricerca della verità, per mettersi solo un poco l’anima in pace.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*