Turismo in calo, la rabbia degli operatori: “Il prezzo dell’improvvisazione”

SALENTO – C’è la politica assente, ci sono le regole poco chiare che affollano le aule di tribunale e poi ci sono i furbetti: così il turismo qui rischia di subire una battuta d’arresto. L’allarmante calo dell’appeal salentino previsto per quest’estate secondo gli operatori del settore ha un’unica principale chiave di lettura: troppa improvvisazione.

Punta il dito contro questa Mimmo De Santis, presidente di Federalberghi Lecce. “Il turismo sommerso ha consentito alla concorrenza sleale e specializzata nel guadagno facile di avere la meglio sull’imprenditoria vera, quella tenuta al rispetto delle regole e che tenta, anno dopo anno, di innalzare la qualità dei servizi offerti. L’assenza di un registro delle strutture extra alberghiere, ad esempio, non aiuta: facilissimo aggirare i controlli per strutture a tutti gli effetti “fantasma”, con prezzi stracciati sì ma con servizi che non rispecchiano per nulla il potenziale di questo territorio. Non è questo il turismo al quale dovrebbe puntare il territorio, il tramonto del modello Gallipoli ne è la prova. Il Salento paga il prezzo dell’improvvisazione di tanti -rimarca- mentre i veri imprenditori fanno i conti quotidianamente con la burocrazia, in balia di regole poco chiare che spesso sfociano in controversie giudiziarie a danno dell’intera stagione. Più conrolli: questo sarebbe un primo passo auspicabile”

Più cauto, ma non troppo, Giuseppe Coppola, presidente della sezione Turismo in Confindustria Lecce. “Non credo che l’aumento dei prezzi sia stato tale da giustificare il calo a picco delle presenze previste. L’indagine dovrebbe, invece, rappresentare uno spunto di riflessione importante su un altro fronte: servono regole in questo settore che, negli anni, è diventato una vera e propria giungla incontrollata. Potrebbe essere la volta buona per invertire la tendenza. Bisognerebbe avere maggiore consapevolezza delle potenzialità di questo territorio -aggiunge- e concentrarsi sui servizi: l’offerta di qualità, quella vera, non risente della crisi”.

“Non basta essere belli, non basta nemmeno essere i più belli, lo abbiamo sempre detto, anzi lo abbiamo sempre gridato – commenta Paolo Pagliaro, presidente del Movimento Regione Salento – Infrastrutture, trasporti, burocrazia, mancanza di professionalità e di cultura d’impresa, poco sostegno istituzionale, spesso anche improvvisazione e prezzi alle stelle, rifiuti e sporcizia, non ci aiuteranno mai a fare il salto di qualità, anzi ci affosseranno sempre di più. Manca una politica di marketing mirata e manca la formazione adeguata, e tutto questo ha portato, da parte degli imprenditori, ad un eroico ma deleterio turismo “fai da te”. Il Salento c’è, adesso servono i salentini che prendano le redini in mano del futuro di questa terra, serve una cabina di regia per progettare una visione e gestire il territorio, serve la politica, quella buona, servono politici salentini che amino questa terra e mettano avanti a tutto prima il Salento”.

E.Fio

 

 

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