Arpal, Cassano è salvo. Franchi tiratori in maggioranza regionale

minerva

BARI – Massimo Cassano resta al suo posto, alla guida dell’Agenzia per il Lavoro, Arpal, ma la short list creata per assumere personale nell’agenzia stessa sarà riaperta nei termini.

E’ quanto ha deciso il Consiglio regionale, svelando, ancora una volta, la mancata compattezza della maggioranza. Nel vertice dei capigruppo di centrosinistra di sole 24 ore prima si era assicurata la linea comune: nessun tiro mancino, si vota contro le mozioni delle opposizioni e si è compatti.

Ma è bastata la richiesta, pur prevedibile, del voto segreto per sentire i cocci della maggioranza andare in pezzi. Cinque i franchi tiratori – più due astenuti – che tutelati dall’anonimato elettronico hanno dato man forte alle opposizioni. Nella prima votazione per un soffio Cassano la spunta, perché la votazione finisce in assoluta parità – 22 voti a favore, 22 contrari – e, quindi, si ritiene respinta. Ma nella seconda votazione, quella sulla short list, l’assenza di Mazzarano è stato l’ago della bilancia e il governo ne è uscito battuto.

Tant’è. Più che di sostanza, è il dato politico a rendersi ancora una volta evidente. Il centrosinistra non marcia unito e la votazione è una ennesima conferma.

Fila liscio, invece, il voto atteso dalla delegazione dei 25mila lavoratori delle sale slot, tornati in presidio all’esterno. Il Consiglio rispetta l’intesa raggiunta e la modifica alla legge va in porto. Per le sale slot già operative, non varranno le nuove regole che entreranno in vigore da domani. Il distanziometro fissato a 250 metri dai luoghi sensibili vale per tutte le nuove licenze. Per nuova autorizzazione di intende l’installazione di apparecchi aggiuntivi, con esclusione di apparecchi esistenti. L’ampliamento dei locali superiore al 50% della superfice esistente o il trasferimento dell’attività in altro locale è equiparato a nuova apertura.

Soddisfatti i sindacati, per Maurizio Lezzi, Ugl, la modifica era necessaria per tutelare decine di migliaia di posti di lavoro, priorità rispetto a tutto.

 

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