Omicidio Collepasso, l’autopsia: bruciato vivo

COLLEPASSO – Nessuna lesione diversa da quelle da calore e da fiamme diretta, trovate sul corpo, sul viso, sulle gambe. Ovunque.L’autopsia sembra confermare quanto si sospettava: Antonio Leo, 89 anni, è morto bruciato.

L’esame è stato eseguito dal medico legale Alberto Tortorella; fu lui a effettuare il sopralluogo la sera di mercoledì scorso, 29 maggio, nella villetta in via Don Luigi Sturzo, dove, nel bagno al primo piano, c’era il corpo dell’anziano, carbonizzato. A chiamare i carabinieri fu il figlio della vittima, l’agente immobiliare 48enne Vittorio Leo. Dopo un lungo interrogatorio in caserma, scattò l’arresto per omicidio.

Agli inquirenti l’uomo ha raccontato la sua versione: si sarebbe trattato di un incidente. Mentre litigava col padre, gli avrebbe lanciato contro una bottiglia di palstica piena di alcol e l’anziano avrebbe preso fuoco perché in quel momento stava cucinando ed era vicino ai fornelli accesi. Poi lui, sotto choc, non avrebbe fatto nulla per soccorrerlo. E, dopo aver ripulito tutta la casa, con il cadavere del padre nella stanza da bagno, sarebbe tornato in cucina a prepararsi un piatto di pasta.

Hanno assistito all’autopsia anche anche i medici legali Roberto Vaglio, per la parte offesa (la sorella dell’indagato), e Francesco Faggiano per l’arrestato. Con ogni probabilità, dunque, Antonio Leo era in vita quando è stato divorato dalle fiamme.

 

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