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Mancosu: “La Serie A? Mi sembra ancora un sogno. Per i tifosi la promozione più bella”

LECCE – (di Tonio De Giorgi) Tra pochi giorni la famiglia Mancosu sarà nuovamente unita. A Cagliari la famiglia si riunirà per le vacanze estive e Marco, centrocampista e capitano del Lecce sarà il più festeggiato per la promozione in Serie A. Ma si brinderà pure per la promozione in Serie B di Matteo, 27 anni, con la Virtus Entella. Mentre Marcello ha chiuso la stagione in Serie D con il Sestri Levante. “Tra di noi però non c’è competizione – afferma il capitano del Lecce -, da piccolino ero più quotato io di Matteo, dopo mi ha scavalcato. Oggi mmi riprendo la leadership, ma Matteo, soprattutto in America, ha fatto davvero bene. E poi lui, essendo un attaccante, ha fatto un sacco di gol; io, da centrocampista, non sono arrivato a quel livello, ma non mi posso lamentare. Festeggeremo tutti insieme con maialetto a tutto spiano”. Il centrocampista giallorosso ancora non è riuscito a realizzare l’impresa compiuta con il Lecce. “Un anno e mezzo fa era qualcosa di impensabile – ammette -, adesso sono curioso di vedere, con tutta l’umiltà che mi contraddistingue, se sono pronto per un palcoscenico così importante. Forse non ci speravo più, il mio obbiettivo era far bene e vincere, adesso l’affronterò con un piglio diverso. La prima volta non ero pronto, ero un giovane calciatore, bravo, che aveva tanto da imparare; con gli anni sono cresciuto, diventato uomo e padre. Anche la Serie B non l’avevo mai fatta e dopo è successo che l’ho vinta”. Un campionato straordinario quello di Mancosu coronato pure da 13 reti di cui 2 su calcio di rigore. Inoltre, il tecnico Liverani lo ha calato in un ruolo che piano piano ha saputo interpretare alla grande. “Ho avuto bisogno di un po’ di tempo perché sono movimenti differenti – ammette -, essere partito segnando due gol mi ha dato maggiore consapevolezza, ma sono sicuro che in C non avrei potuto farlo mentre in B si gioca un altro tipo di calcio. In A non lo so, ma sicuramente devo prepararmi al meglio per fare una cosa che comunque non conosco”. Adesso le vacanze, ma arriva per Mancosu pure il periodo più importante dell’anno. “Mi fermerò sia fisicamente che mentalmente, però devo pure prepararmi per cercare di essere pronto alla Serie A – spiega -, mi allenerò ogni mattina per arrivare pronto al ritiro. La Serie A richiede una grande preparazione fisica”. E pensa pure alla partita che lo vedrà avversario nella sua città, Cagliari. “Ancora non riesco a crederci – sostiene -, come non riesco ancora a realizzare che siamo andati in Serie A, abbiamo fatto qualcosa di miracoloso che comunque rimarrà nella storia del Lecce e tanti tifosi mi fermano per dirmi che è stata la promozione più bella”. Da capitano coglie l’occasione per sottolineare il ruolo e l’importanza che ha avuto pure chi è stato meno sotto i riflettori. “Darei il massimo voto a Arri (Arrigoni, ndr), è stato fondamentale, un esempio da seguire – conclude -, e a Scavone: ora capisco perché ha vinto tanti campionati. In lui si concentrano tutte le qualità di un calciatore”. E, infine, apre le porte alla Nazionale della Sardegna (affiliata alla Confederation of Independent Football Associations, ndc). “Vedremo, se arriva la convocazione e se avrò il permesso del Lecce”.

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