Patto sicurezza, oggi la firma di Salvini a Lecce: “Presto i fondi per la nuova questura”

LECCE – È una Lecce blindatissima quella che accoglie il Ministro degli Interni Matteo Salvini, che in mattinata ha raggiunto la Prefettura per sottoscrivere il Patto per la Sicurezza, per il quale il contributo governativo ammonta a 4 milioni di euro.

Ad accoglierlo sono il prefetto Maria Teresa Cucinotta, il commissario del Comune di Lecce Ennio Mario Sodano, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e quello della Provincia Stefano Minerva. Presenti associazioni di categoria e sindacati che alla redazione del protocollo, nei mesi scorsi, hanno partecipato attivamente. Le sedie vuote, tuttavia, sono due: erano riservate a Cgil e Usb che, però, alla “passerella propagandistica del leader“, così come l’hanno definita, hanno scelto di non partecipare.

Il protocollo prevede il rafforzamento di sistemi di videosorveglianza per il controllo e la prevenzione sul territorio, l’interscambio informativo tra gli organi preposti alla vigilanza, la stretta su fenomeni come l’abusivismo commerciale, la contraffazione, la prostituzione e il proliferare di parcheggiatori abusivi. E ancora: l’impegno in prima line nella salvaguardia del decoro urbano e la lotta alle occupazioni arbitrarie di immobili, interventi in favore dell’inclusione sociale e dell’occupazione, misure di contrasto al disagio e alla devianza minorili. Il tutto per la durata di due anni. C’è poi un paragrafo interamente dedicato alla nuova questura di Lecce, immobile ancora al palo nonostante la disponibilità dei terreni. Su questo il Ministro degli Interni assume pubblicamente un impegno chiaro: “Reperiremo i fondi per la realizzazione e faremo in modo che i lavori proseguano speditamente” dice.

Poi breve scambio di battute con il Presidente della Regione Michele Emiliano, seduto al suo fianco, che rimarca l’impegno profuso sul fronte sicurezza, “per il quale ci siamo spinti spesso ben oltre le competenze istituzionali” dice. “Sulla Puglia lei, Ministro, potrà sempre contare – aggiunge – abbiamo una visione istituzionale che consente una proficua collaborazione, al di là di qualunque steccato ideologico”.

Prima di abbandonare la prefettura e raggiungere il palco allestito in Piazza Sant’Oronzo per il pubblico comizio, il leader della Lega rivolge un plauso alle istituzioni locali per il tempestivo intervento sul tessuto sociale dimostrato dalle 4 interdittive antimafia scattate nel Leccese. Infine a domanda diretta sugli striscioni di protesta che lo hanno accolto anche qui, a partire da quello affisso sul prospetto di Palazzo dei Celestini, il vice premier è netto: “Ognuno è libero di dire la sua, io resto fermo sulla mia posizione: prima i leccesi, prima gli italiani”.

E.Fio

 

 

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