Ex dispensario del Fazzi, cantiere in stand by da 6 anni. “In ostaggio” un mammografo 3D

LECCE –I lavori di ristrutturazione dell’ex Dispensario Antitubercolare di Lecce, in via Miglietta, a sei anni dall’avvio sono ancora al palo. Non solo sono stati persi 1milione e 300 mila euro di euro di Fondi Fesr, a fronte dei 2 milioni totali destinati a quel cantiere. C’è di più. Al suo interno, acquistato con quegli stessi fondi, c’è un mammotone, un mammografo 3D di nuova generazione per la diagnostica linfonodale e strumentario chirurgico per le biopsie. Nelle intenzioni, infatti, questa struttura avrebbe dovuto ospitare il “progetto in Rosa”, un percorso dedicato alla cura e alla prevenzione dei tumori femminili, grazie all’impiego, appunto, di mammografi digitali.

Il paradosso é che i lavori, avviati nel lontano 2013, di fatto non sono mai stati completati. E così il pregiato mammografo, dal suo arrivo a Lecce nel 2017, è letteralmente “in ostaggio” in quello stabile vuoto, imballato e mai messo in funzione. Privo, per giunta, di collaudo tecnico amministrativo, obbligatorio per Legge. Dunque gli strumenti d’eccellenza ci sono, la struttura anche ma non può usufruirne nessuno.

Stando a quanto accertato dalla Commissione per la legalità nominata dall’allora direttrice generale Asl Silvana Melli, la ditta vincitrice della gara d’appalto, dopo aver perso i fondi europei per lo sviluppo regionale (non ottemperando a obblighi e tempistiche imposte dalla Comunità Europea), avrebbe dichiarato fallimento. Il tutto dopo circa un anno e mezzo dall’avvio del cantiere.

Due anni fa, all’arrivo del mammografo 3D, l’ex Dg Melli scelse di vederci chiaro, scoprendo cosí che quei fondi europei erano stati persi. Di fatto solo 700 mila erano stati impiegati e certificati secondo quanto previsto. A quel punto nessun’altra gara è stata indetta. L’Asl leccese ha riappaltato i lavori con i fondi aziendali, pur di completare l’opera. Uno sforzo non da poco e una possibilità persa, ad oggi senza sapere il perché.

E il rammarico è doppio, dacché quel percorso rosa prevedeva ambulatori, servizi, nuove tecnologie e anche un consultorio per adolescenti. Un sogno rimasto nel cassetto, con tanto di mammografo nuovo di zecca. Anche questo chiuso in un cassetto o meglio in un cantiere.

E.Fio

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*