Ancora ladri nella zona industriale di Lecce. Il colpo sfuma, l’allarme cresce

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LECCE – La zona industriale Lecce-Surbo di nuovo nel mirino di malviventi. Nuovo tentato furto nella notte, questa volta ai danni della Itoprem Srl, azienda che distribuisce materiali edili. La stessa era già stata presa d’assalto nell’ottobre di due anni fa, quando dallo stabile fu trafugato un autocarro con annessa gru.

Questa volta il colpo è andato a vuoto grazie al sistema d’allarme che si è subito attivato mentre i ladri, presumibilmente tre, praticavano un foro nel muro del capannone nel tentativo di crearsi un varco d’accesso al suo interno.

A darne notizia è stata la stessa azienda: «Ormai è insostenibile la tensione che ogni giorno si viene a creare nella zona industriale di Lecce -dice l’amministratore unico, Alessio Nisi- tanto da scoraggiare ognuno di noi ad investire. Purtroppo, da parte di chi dovrebbe tutelare la sicurezza, si registrano solo parole di circostanza -aggiunge- ma nei fatti non si riesce a notare alcun intervento correttivo.Per quanto ci riguarda, stiamo valutando seriamente la possibilità di delocalizzare o di ridimensionare la nostra attività».

Soltanto 10 giorni fa a rilanciare l’allarme in tal senso è stato il Presidente di Confindustria Lecce, Giancarlo Negro. Lo ha fatto ai nostri microfoni, al margine del comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica convocato in prefettura dopo l’allarme che lo stesso Negro aveva lanciato due settimane prima, stilando una sorta di bollettino di guerra degli episodi criminali che, solo negli ultimissimi mesi, hanno riguardato le imprese della provincia. Zone industriali e autotrasportatori nel mirino di ladri e rapinatori, da Lecce a Casarano, da Galatone a Taviano. Aziende depredate dei mezzi di lavoro, camion assaltati.

Il progetto “azienda sicura”, che sarà finanziato tramite il PON “Legalità 2014-2020” che per la Puglia prevede €3.197.000, potrebbe partire tra due mesi.

Prevede più telecamere nei punti nevralgici delle aree industriali maggiormente prese d’assalto, sensori per monitorare le acque reflue e gli sversamenti industriali e una sala operativa direttamente collegata alle forze dell’ordine, a garanzia di interventi tempestivi. Asi ne è beneficiaria e dovrà esplicare il progetto esecutivo, che sarà poi messo a punto dalle forze dell’ordine.

Intanto a rilanciare l’appello, chiedendo un’accelerata, oggi è ancora un altro imprenditore.

 

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