Sì alla fusione di Acquarica e Presicce dal Consiglio regionale: il primo nella nuova sede

BARI – Il primo atto della nuova era del Consiglio regionale pugliese nella nuova sede, è l’approvazione della legge che dà il via ufficiale alla fusione dei comuni di Acquarica del Capo e di Presicce.

Quarantatre voti a favore, due astenuti. Il presidente di Leu, Ernesto Abaterusso che con il collega di partito e assessore Cosimo Borraccino non ha espresso alcun voto, ha sollevato un problema di incostituzionalità tanto per il coinvolgimento dei cittadini, non sufficiente nei fatti, che per la tempistica, le elezioni per il rinnovo dei sindaci avverrebbero prima della scadenza fissata dalla legge per le fusioni, cioè luglio.

A replicare l’assessore Antonio Nunzionante: le interlocuzioni con il Ministero hanno dissipato entrambi i dubbi, le scadenze sono anticipate. La legge, infatti, andava approvata entro il 24 febbraio, motivo per il quale si è allestita l’aula in gran fretta. Entro il 15 maggio arriverà il commissario e nel 2020 si eleggerà il sindaco. La partita è rilevante: in ballo ci sono ingenti finanziamenti. Anzitutto i 500mila euro che la Regione stanzierà subito, più ulteriori 137mila annuali per 5 anni sempre da attingere dal bilancio autonomo e, non ultima, la priorità acquisita dal nuovo Comune in tutti i bandi regionali. A questo va aggiunta la parte più corposa: il milione e mezzo di euro all’anno per 10 anni erogato dallo Stato. Soddisfatti i sindaci dei Comuni, tra il pubblico ad attendere la legge

Dunque, la nuova sede del Consiglio regionale, la sede della discordia, è ufficialmente in attività. Il presidente Loizzo nel suo intervento ha rimandato alla seduta inaugurale dell’11 marzo ogni eventuale commento. E sull’estetica ce ne sono stati e anche molti. L’aula non piace granché: troppo poco spazio nel pubblico, troppo spoglio l’arredo e anche tra i banchi dei consiglieri le cose non vanno meglio. Non c’è margine di manovra con le sedie – “questo impedirà le fughe della maggioranza” ha stilettato Caroppo -, mentre dal Movimento 5 Stelle, Conca si è munito di cappellino di lana per l’impossibilità di direzionare l’aria condizionata in un posto che non fosse la sua nuca. Insomma, una partenza coerente con le polemiche degli ultimi tempi.

 

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