Sturdà: D’Attis? Poco umile e lucido. Il commissariamento comunicato con un messaggio

LECCE- Dopo il commissariamento di Forza Italia Lecce voluto da Mauro D’Attis e la comunicazione ufficiale della rimozione di Cristian Sturdà da parte del coordinatore provinciale Paride Mazzotta, l’ormai ex coordinatore cittadino del partito azzurro risponde con una lettera e parla di una decisione presa in sordina, una ritorsione verso chi ha un’opinione diversa, colpevole di aver difeso il partito e le sue scelte prese all’unanimità. “Un leader assume su di sé il carico delle decisioni- dice Sturdà- affronta un Direttivo Provinciale e spiega eventualmente il perché quest’ultimo dovrebbe modificare il proprio deliberato, se ci riesce. Un vero leader non viene a Lecce di nascondo e davanti ad una pizza con il solo coordinatore provinciale, muta la decisione di un intero Partito, gettando discreto sui suoi dirigente e calpestando la dignità di un nome come quello della Senatrice Poli Bortone (un gigante innanzi a nani). Ringrazio il Sen. Vitali per la bellissima esperienza che mi ha permesso di fare in questo anno e ringrazio tutti i consiglieri del Direttivo cittadino per la passione e l’impegno dimostrato- continua sturdà-  nel lanciare tantissime iniziative, idee e sollevato istanze. Tutte queste battaglie, e tante altre, continuerò a farle senza alcun incarico dirigenziale di partito, perché per dare il proprio contributo al bene comune non è  necessario avere alcun grado.

E poi parte l’affondo al segretario regionale Mauro D’attis: “Quel che più dispiace è la poca umiltà e scarsa lucidità dimostrata in questa vicenda da alcuni personaggi, su tutti il segretario regionale D’Attis. Costui, dopo i fallimenti raccolti nella sua Brindisi è voluto venire a dettar legge a Lecce, pur non conoscendo molte dinamiche e non avendo il coraggio di presentarsi mai ad un direttivo provinciale. Talmente poco coraggio, che ha deciso di commissariare il coordinamento cittadino senza nemmeno una telefonata ma solo con un messaggino di whatsapp.

È ciò solo perché avevo osato mantenere ferma la posizione del Partito su Lecce. Ma del resto, lo sfascio di Forza Italia negli ultimi anni nella sua terra è illuminante. Se non è stato capace di fare  sintesi a Brindisi come ci si poteva aspettare che lo stesso potesse farla a Lecce? Essere prima “nominato” deputato grazie al solo interesse di Tajani, e successivamente  nominato commissario regionale richiedeva invece da parte dello stesso coordinatore regionale un’attenzione più spiccata verso il territorio leccese. Ma tant’è. Di bello di questa entusiasmante esperienza mi porto il sostegno di grandi dirigenti di Partito come Paolo Pagliaro, il sostegno di tutto il mio direttivo e l’affetto che tanti cittadini mi hanno mostrato in questi mesi. Il mio impegno è e sarà sempre rivolto esclusivamente all’interesse della città, da dirigente, avvocato e cittadino. Solo per Lecce e per i leccesi, mai per le lobby di potere”.

 

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