Poli: c’è un perché per rinunciare a un proprio candidato?

LECCE – Condivido e apprezzo le considerazioni squisitamente politiche di Paolo Pagliaro, volte solo a salvaguardare la dignità ed il ruolo di FI nella città di Lecce. Il richiamo semplicemente al rispetto delle regole contenute nello Statuto non dovrebbe suonare come offesa personale a nessuno, anzi dovrebbe essere letto come elemento di garanzia: un direttivo il 14 gennaio ha scelto di non fare le primarie e ha sostenuto la tesi ripetutamente attraverso il segretario provinciale, lo stesso organo deve essere chiamato ad esprimersi su una eventuale, motivata diversa ipotesi. Così la senatrice Poli dopo il fuoco concentrico sulla possibilità che i militanti azzurri possano votare un proprio nome nell’ipotesi primarie. La ex sindaca infatti evidenzia “In tema di esclusiva valutazione politica,  l’effetto trascinamento che determinerebbe il voto amministrativo ad un candidato di FI riguardo alla lista per le europee della stessa FI capeggiata dal presidente Berlusconi. Se FI nel suo organismo direttivo dovesse decidere di optare per le primarie a Lecce, non potrà esimersi dall’esprimere un suo candidato fortemente competitivo con gli altri candidati alle primarie stesse. Il gettare a priori la spugna sarebbe incomprensibile da parte dell’elettorato d’opinione del centrodestra e soprattutto del potenziale elettorato forzista. C’è allora un perché per rinunciare ad un proprio candidato?” Interrogativo che potrebbe sottintendere la volontà di contravvenire al no alle primarie da parte del leader nazionale, usando il suo nome, quello della Poli, teoricamente non aggregante tutta la coalizione, e puntare su nomi esterni al partito, penalizzando unicamente Forza Italia.

 

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