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Case popolari e voti: rinvio a giudizio per gli indagati. L’8 aprile al via il processo

LECCE- Andranno a processo, salvo alcune posizioni stralciate per la richiesta di riti alternativi, tutti gli indagati nell’inchiesta Case Popolari. L’udienza preliminare oggi nell’aula della Corte d’Appello, abbastanza grande per contenere il numero dei legali e degli indagati: 47 in tutto. Davanti al gup Edoardo d’Ambrosio, una schiera di legali e nessuno degli ex amministratori: Monosi, Pasqualini, Torricelli, ancora agli arresti domiciliari, nonostante fossero autorizzati a partecipare. In aula solo Nunzia Brandi.  Presenti i due pm Massimiliano Carducci e Roberta Licci, inquirenti nell’inchiesta sull’indebita assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica in favore di soggetti non utilmente collocati in graduatoria e senza requisiti. Condotte che, secondo l’ accusa, sarebbero state messe in atto per acquisire consenso elettorale. Un’indagine cominciata nel 2012 con il lavoro dei finanzieri di Lecce dopo una serie di esposti con l’obiettivo di verificare la gestione delle pratiche di sgombero e di assegnazione delle abitazioni e la formazione delle graduatorie.

Durante l’udienza si sono costituiti parti civili il comune di Lecce, il Codacons e anche Arca Sud, ex Iacp, oltre ad alcuni degli assegnatari degli alloggi.

Tre degli indagati, tra cui Pinto e Nicoletti, attualmente detenuti, hanno chiesto il rito abbreviato, in tre la messa alla prova. Per quattro invece, i cui legali erano impegnati a roma in cassazione sempre per la stessa vicenda, c’è stato lo stralcio con il rinvio dell’udienza.

Il processo comincerà l’8 aprile prossimo davanti alla Seconda Sezione Collegiale.

M.C.

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