Terremoto Asi, Tondo dopo la destituzione “Legge è dalla mia”. Mellone: “Polemiche strumentali”

LECCE – Secondo il parere del direttore generale, il regolamento è dalla parte dell’attuale presidente del consorzio Asi, Angelo Tondo. Quest’ultimo lo spiega in una conferenza convocata ad hoc dopo che l’assemblea dei sindaci lo ha sfiduciato.

Tondo ha ribadito come l’attuale cda abbia ereditato una situazione drammatica e come ora, oltre alle attività principali del consorzio dell’Area per lo Sviluppo Industriale, si stia cercando di ridurre l’indebitamento di circa 30 milioni di euro.

Il leader di Andare Oltre e sindaco di Nardò, Pippi Mellone contrattacca: “Siamo intervenuti perché la nostra priorità è rilanciare le aree industriali ed il lavoro.  Le polemiche su Lecce sono strumentali e miopi. E’ sconcertante -scrive- che i fittiani e gli azzurri attacchino Andare Oltre sulla questione ASI, confondendo il piano politico con le azioni legittime e doverose dei primi cittadini, che da mesi chiedono chiarezza sulle attività del consorzio senza ricevere risposte.
“Una situazione non tollerabile – commenta Pippi Mellone, – ma evidentemente gli azzurrofittiani considerano l’Asi una questione di famiglia, personale. Un proprio orticello. Per noi, sia ben chiaro a tutti, l’Asi è uno strumento di crescita del territorio. A noi di Andare Oltre non interessa se un manager, un presidente, un direttore, sia di destra o di sinistra. Se uno è bravo lavora. Se non lo è va rispedito a casa sua. L’Asi è uno strumento per agire sullo sviluppo delle zone industriali. E le nostre zone industriali, come denunciano da sempre le associazioni di categoria, sono martoriate e inascoltate. Con noi è finita la pacchia per i poltronisti”.
“La decisione di decapitare i vertici dell’Asi è venuta dalla maggioranza assoluta dei sindaci, i quali hanno posizionamento politico variegato e sensibilità anche molto diverse. Archiviare la decisione come iniziativa politica è un falso storico. Siamo di fronte ad una legittima scelta dei primi cittadini, insoddisfatti dell’andamento dell’Asi e del comportamento dell’ex presidente”.

 

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