Allettata dopo l’incidente: la famiglia di Ersilia lancia un appello

SALVE – Questa è una famiglia bellissima, composta da mamma, papà e sei figli: Mario, Giovanni, Trifone, Antonio, Ersilia e Francesca, ai quali si aggiungono nonna e zii che abitano al piano inferiore. Ma un giorno, senza preavviso, un’ombra nera si è abbattuta su questa casa piena di gioia, di grida di felicità, di giochi e di scaramucce tra fratelli.

Era il tardo pomeriggio del 26 ottobre 2017 quando qualcosa si è spezzato per sempre. Una delle figlie di Maurizio e Palmira, Ersilia, 19 anni, estetista, stava guidando la sua Fiat Punto, percorrendo la 274, che conduce da Gallipoli a Leuca, era nei pressi di del suo paese, Salve, quando si è schiantata contro un’altra auto. Un impatto frontale, che ha coinvolto tre vetture. Una donna è rimasta illesa, due ragazze hanno riportato ferite lievi. Ersilia, invece, era gravissima. L’ambulanza la portò a sirene spiegate nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove rimase in Rianimazione per tanto tempo, in coma. Poi una parte di lei si è svegliata. Da allora è rimasta sempre in ospedale, la mamma è stata per più di un anno, ogni giorno, accanto a lei. Finché, finalmente, un mese fa è stato possibile riportarla a casa. Una casa che, proprio come il cuore di chi ci abita, ha dovuto adattarsi alla nuova situazione. È stata modificata strutturalmente per accogliere il letto e tutte le attrezzature che servono a Ersilia. E mamma e papà dormono sul divano, per stare sempre con lei che ha bisogno di attenzioni e cure costanti. Non parla più questa ragazza oggi ventenne, ma ha gli occhioni spalancati e -i genitori e i fratelli ne sono sicuri- sente e comprende tutto. E infatti Francesca, la piccola di casa, un peperino dai capelli rossi, riesce anche a farla ridere.

Fa parte dell’adattamento della casa ai bisogni di Ersilia anche l’installazione di un ascensore, perché l’appartamento è al primo piano. 16mila euro da aggiungere a tutto ciò che serve. Ma c’è qualcos’altro di cui avrebbe bisogno questa famiglia: un’automobile attrezzata al trasporto della sedia elettrica. Per permettere a Ersilia di uscire, di rivedere il mondo e anche perché i viaggi in ospedale sono quasi all’ordine del giorno. E lei, ogni volta che viene spostata, sente dolore, oltre ad avere una fortissima tosse. Tutta colpa delle lesioni causate dall’incidente.

Sarebbe una conquista se questo appello venisse ascoltato e Ersilia riuscisse ad avere un’auto attrezzata. Sarebbe come rimboccarsi le maniche, tutti insieme, proprio come ha dovuto fare e ha fatto ogni componente di questa famiglia meravigliosa.

 

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