Chiamatelo “Patrizio di Gallipoli”: la nobiltà è viva e vegeta

LECCE – Chiamatelo pure “Nobile di Ostuni, Brindisi, Oria, Taranto”, “Patrizio di Gallipoli” e “Signore di Torricella”, oltre che “principe” e “despota” in terra ellenica. La nobiltà salentina è viva e vegeta e, dopo il caso delle tre signore gallipoline a cui è stato riconosciuto il titolo di Contesse, c’è un altro altolocato ad essere insignito di titoli storici che hanno a che fare con questa terra. È un ingegnere di 46 anni nativo di Palermo, M.C., per il quale il Tribunale nobiliare internazionale- organo permanente della Corte Suprema di Giustizia nobiliare arbitrale di Bari ha emesso una sentenza di primo grado, che ha gli effetti di una decisione pronunciata dall’autorità giudiziaria, estesa nel territorio degli stati aderenti alla Convenzione di New York del 10 giugno 1958. Un estratto è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione, per mettere a conoscenza terzi, dallo studio Studio Legale Dobrynia & Rottola, specializzato in cause di questo tipo.

E dunque, all’ingegnere spettano i seguenti titoli e dignità nobiliari e cavallereschi ereditari: “Principe Reale de’ Ducas d’Epiro e Tessalonica; Despota-Mega Dux (Megaduca / Granduca); Principe di Corfù, di Cefalonia, di Zacinto; Conte di San’Onofrio; Barone di San Filippo; Nobile di Bitonto, Ostuni, Bari, Brindisi, Oria, Taranto, Trieste, Palermo, Monreale; Patrizio di Gallipoli; Signore di Torricella e Insilito”.

Non solo, spettano anche trattamenti e qualifiche d’onore: Altezza Reale e Serenissima, Don, Nobilissimo, Eccellentissimo.

Ha il diritto all’uso della propria Arma Familiare blasonata con “Stemma inquartato: nel 1° e nel 4° d’azzurro alla croce greca d’argento; nel 2° e nel 3° d’argento alla croce greca di rosso, accantonata da quattro C di rosso, le due di destra rivoltate; nel cuore scudetto d’azzurro, al leone d’oro, armato e lampassato di rosso, al capo d’oro caricato da tre scacchi d’azzurro alla croce greca d’argento, in fascia; mantello d’azzurro, foderato d’armellino, sormontato da corona reale tradizionale”.

 

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