Distributori cannabis, le polemiche e la furia del gestore

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LECCE – Dopo l’allarme rilanciato a più voci, dal mondo ecclesiastico a quello della politica, sui distributori automatici di cannabis spuntati a Lecce, a fare chiarezza interviene direttamente il gestore: il “cannabis web store”.

Nelle scorse ore è stato interessato dalla faccenda anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ed è stato chiesto l’intervento immediato per la rimozione del distributore in questione vicino alle scuole, in piazza Palio. Ad attivarsi in tal senso è stata la preside del liceo Banzi, Antonella Manca: una delle macchinette è in prossimità dell’istituto che dirige.

La polemica poi in queste ore infuria ancora nel mondo della politica cittadina. I consiglieri d’opposizione Gaetano Messuti, del gruppo misto, e Angelo Tondo, di Direzione Italia, chiedono al sindaco Salvemini delle risposte in merito all’autorizzazione concessa per l’istallazione dei distributori in prossimità di luogi sensibili come le scuole; Il consigliere di FdI Giorgio Pala parla di “immoralità” nel “tollerare la vendita di prodotti cannabinoidi a circa 10 metri da una scuola”, annunciando la convocazione di una commissione controllo ad hoc sul tema, in qualità di presidente. Anche il coordinatore regionale del partito della Meloni, Erio Congedo, e il segretario regionale leghista, Andrea Caroppo, non le mandano a dire. Il primo presenta una proposta di legge regionale per l’introduzione del distanziometro, come fatto ad esempio per il gioco d’azzardo, da luoghi sensibili; il secondo invoca l’intervento delle autorità inquirenti e le forze di pubblica sicurezza.

Ed è proprio a fronte di tutto questo che il gestore dei distributori replica duramente. “Non si può fare disinformazione e danni sulla pelle delle imprese” si legge in una nota stampa.

“Un atteggiameno -prosegue il cannabis web store- al limite del denigratorio, di mistificazione. È necessario che il dirigente scolastico e la politica conosca la normativa nazionale prima di lanciarsi in invettive tremende nei confronti di marchi nazionali e non locali che operano nella legalità, nell’estremo rispetto di tutte le regole e delle prescrizioni.

La vendita della cannabis light è legale ed è regolamentata -si legge ancora- vede arrivare in tutto il Salento, come in tutta Italia, marchi internazionali. Milioni di persone affette da varie patologie sostituiscono la cannabis legale anche all’utilizzo di antidepressivi e cure di maggiore impatto sulla propria pelle.Lo sanno che con i prodotti in vendita in Italia si fanno le tisane e non si spaccia droga? Lo sanno che si può sorseggiare una camomilla alla cannabis o fare gli aerosol per alleviare tante problematiche? Lo sanno che l’utilizzo di queste sostanze è regolamentato dalle leggi dello Stato? O credono di interfacciarsi con “spacciatori” locali, di produzioni fuori dalle regole e dai controlli, con valori diversi dalla Legge?

C’è davvero da restare esterrefatti della disinvoltura con cui si traggono conclusioni che non appartengono alla realtà -conclude lo Store- Tutta la rete è soggetta a controlli severissimi che dovrebbero rassicurare tutti e si rivolgono per puro scrupolo aziendale (E NON PER DIVIETI SPECIFICI!) a un pubblico maggiorenne, quando potrebbero fare anche libera vendita”.

E.Fio

 

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