Mercato di Natale: luce in forse per l’8 e pagodine “terremotate”

LECCE – Dopo aver pagato mille euro a testa per restare in Piazza Libertini, accettando le condizioni dettate dall’amministrazione, si ritrovano questo: pagodine in legno che con amara ironia i commercianti definiscono “terremotate e degne di una baraccopoli”. In Piazza Libertini il malcontento torna prepotentemente protagonista. “Al danno la beffa – dice Roberto Guacci, portavoce degli storici ambulanti del posto –  i tecnici Enel sono stati chiari: l’ipotesi di avere l’attacco alla corrente elettrica entro l’8 dicembre è più che remota”.

Le pagodine (che vedete in foto) non rispondono esattamente alle aspettative dei commercianti che, pur di mantenere la storica postazione anche questo Natale, hanno accettato di acquistarle, archiviando ombrelloni e gazebi in pvc ritenuti da Palazzo Carafa non più idonei al contesto.

“Non ci aspettavamo – prosegue Guacci- la copertura in cellophane fissata sulla struttura, a protezione del legno. Il risultato estetico, a fronte del sacrificio economico, lascia l’amaro in bocca. Nelle strutture, che sapevamo non essere state costruite recentemente, ci sono poi visibilmente pezzi mancanti. In caso di pioggia o vento la merce non sarebbe al riparo, tutt’altro”.

Oltre alla delusione, dunque, adesso si aggiunge l’incertezza del poter dare respiro alle casse uno dei giorni più fruttuosi, quello dell’immacolata. Ipotesi che torna a farli tremare: senza luce i commercianti non potrebbero prendere posto nelle casette e ricominciare a lavorare. “Un colpo di scena non da poco -lamentano- considerando che avevamo stimato di poter dare avvio al mercato già dall’1 dicembre. Ci viene chiesto di avere pazienza, ad oggi una pretesa fuori dal tempo”.

E.Fio

 

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