Depuratore Gallipoli, Confindustria accende un faro

LECCE- “L’impianto è stato nel corso degli anni responsabile di numerosi fenomeni di inquinamento del tratto di costa e dello specchio di mare attigui al punto di scarico in mare, oggetto di diverse denunce ed interrogazioni parlamentari. Numerosi sopralluoghi effettuati dagli operatori dell’ARPA Puglia, dalla Polizia Municipale ed altri enti, a monte ed a valle dello scarico, hanno rilevato il superamento dei limiti previsti dalla normtiva vigente, accertando il verificarsi di eventi inquinanti che causano la formazione di vaste aree marroni/grigiastre maleodoranti e schiumose”.

La situazione odierna come si evince dalla documentazione video prodotta nell’arco temporale (dal 2015 al 2018) in cui confindustria Lecce ha effettuato il monitoraggio, evidenzierebbe un funzionamento altalenante dell’impianto. “non vogliamo creare allarmismi – ha detto il presidente di Confindustria Giancarlo Negro – ma certamente porre un problema per senso di rispetto nei confronti del territorio.

Inammissibile la presenza di uno scarico a mare con il conseguente divieto di balneazione per oltre un chilometro di costa. Installato nel luglio del 2002 in località San Leonardo, rappresenta il recapito finale delle reflue del depuratore consortile di Gallipoli, Alezio, Sannicola, Tuglie. “Il dato di fatto è – per il primo cittadino di Gallipoli, Stefano Minerva – che gli episodi delle chiazze in mare non sono un bel biglietto da visita, ma stiamo lavorando insieme su più progetti”

 

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