A Pescara oltre la beffa della sconfitta c’è il grande cuore giallorosso

PESCARA (di M.Cassone) – Accade di tutto nel posticipo dell’11^ giornata del campionato di serie B: gol, traversa, espulsioni.

Pescara e Lecce danno vita ad una gara emozionante rovinata da decisioni arbitrali che condannano i salentini a giocare in 9 uomini.  Termina 4 a 2 ma i 600 tifosi salentini cantano fino alla fine e il Lecce nonostante la sconfitta esce a testa alta dallo stadio “Adriatico”.

Liverani che ancora non può contare su Bovo, Lucioni e Riccardi, oltre ad aver perso per un mese Pettinari, fa un cambio al centro della difesa dove va Venuti accanto a Meccariello con Fiamozzi a destra e Calderoni a sinistra, a centrocampo torna Scavone con Petriccione play e Tabanelli; tra le linee Mancosu dietro alle punte Palombi e La Mantia.

Pillon manda in campo Fiorillo tra i pali; Balzano, Gravillon, Campagnaro e Del Grosso in difesa; Brugman, Machin e l’ex Memushaj; e tridente con Antonucci, Mancuso e Marras.

Arbitra il sig. Aleandro Di Paolo di Avezzano.

Ritmi subito alti, gara vibrante: i padroni di casa spingono con Marras e Antonucci, ragionano con Machin e passano in vantaggio al 3° minuto con un gran gol di testa di Mancuso che ipnotizza i difensori gialorossi e batte Vigorito.

Il Lecce prova la reazione, non molla, si riversa in avanti ma al 22° Gravillon ruba il tempo a tutti e di gamba, su corner, gonfia la rete e raddoppia, il Lecce sembra tramortito.

Non è così però perché i salentini raccolgono i cocci e iniziano a fare bene, crescono col passare dei minuti e al 40° Palombi fa tremare il Pescara ma il suo tiro termina fuori; il gol però è nell’aria e arriva nel secondo minuto di recupero ed è proprio Palombi come un rapace a graffiare la palla ribattuta da Fiorillo sul diagonale di La Mantia riaprendo le danze di una gara che sembrava chiusa.

Nel secondo tempo i salentini partono pigiando sull’acceleratore, vanno vicini al gol al 50° ma il colpo di testa di La Mantia si stampa sulla traversa; poi arriva la doccia fredda del secondo giallo a Calderoni e quindi il Lecce resta in 10. Liverani con freddezza manda in campo Marino al posto di Scavone e passa al 4-3-2 e la sua squadra mostra i muscoli e al 67° arriva il pareggio: Fiamozzi col compasso la mette in cielo, in area, Tabanelli prende l’ascensore, lascia tutti a terra e la indirizza di testa dove Fiorillo non riesce ad arrivare.

Liverani manda in campo Falco al posto di La Mantia e nel momento migliore per la sua squadra arriva una decisione molto discutibile dell’arbitro che per un contrasto blando ammonisce, al 74°, per la seconda volta Meccariello e condanna il Lecce a giocare in 9 uomini.  Quello del sig. Di Paolo è un errore di valutazione che unito all’altra espulsione, forse troppo severa, penalizza i salentini e spiana la strada agli abruzzesi. 

Il tecnico romano non si scoraggia e getta nella mischia Cosenza al posto di Palombi per cercare di portare in portare a casa il pareggio ma non ci riesce perché, al minuto 88, Del Sole entrato al posto di Marras trova il gran gol e fa tris; e al 94° si ripete di sinistro, con il Lecce sbilanciato in avanti, e mette a segno il 4° gol.

Una punizione troppa pesante per i salentini che non avrebbero meritato la sconfitta; il Pescara in modo cinico approfitta delle situazioni favorevoli,  torna in vetta al campionato e guarda tutte dall’alto in basso.

PRIMO TEMPO – Al 3° minuto Mancuso vede la palla sciabolata in area da Memushaj stacca, va in cielo, e di testa batte Vigorito; Pescara subito in vantaggio.

Gara in salita per gli ospiti che però non sentono la botta e provano a proporre il proprio gioco. Al minuto 8 Mancuso però si rende ancora pericoloso di testa.

All’11° break Lecce ma il cross di Calderoni carambola male in area abruzzese e Fiorillo si salva. Al 14° Mancosu dai 25 metri prova il tiro ma è debole e finisce tra le braccia del portiere.

Al 19° corner di Petriccione, palla in mezzo, ci prova Scavone ma Campagnaro manda ancora in angolo; batte ancora Petriccione e Fiorillo allontana con i pugni.

Al 22° arriva il raddoppio: su calcio d’angolo Gravillon ruba il tempo a Meccariello e con la gamba spinge la sfera in rete. E al 24° Mancuso va vicinissimo al tris raccogliendo un cross di Antonucci, di testa, ma la sfera termina fuori.

Il Lecce è in difficoltà.

Al 29° Scavone tocca per Palombi che si gira e calcia alto, dal limite, sopra la traversa.

Al 40° Lecce vicino al gol: Fiamozzi la mette in mezzo, velo di Tabanelli e Palombi da pochi metri calcia fuori.

Al secondo minuto di recupero Palombi si fa trovare pronto e fa tap in dopo un tiro di La Mantia deviato da Fiorillo e si va negli spogliatoti sul 2 a 1 per gli abbruzzesi.

SECONDO TEMPO – Ringhia il Lecce ad inizio ripresa: Al 50° La Mantia svetta su Campagnaro e di testa colpisce la traversa, Palombi riprende in rovesciata e Fiorillo alza in corner. Sugli sviluppi è ancora La Mantia che di testa impegna severamente il portiere abruzzese che si salva d’istinto.

Al 53° secondo giallo per Carderoni per un fallo su Marras e scatta il rosso. Lecce in 10 uomini.

I padroni di casa iniziano a rendersi pericolosi sfruttando la superiorità e al 57° Liverani manda in campo Marino al posto di Scavone, non toglie una punta, è un gesto coraggioso.

Al 60° buon gioco di Tabanelli che si libera di 3 avversari e allarga per Venuti che lascia sul posto l’avversario e la crossa in mezzo ma non trova nessuno. Al 62° ci prova Mancosu in diagonale dai 20 metri ma la palla termina fuori.

Nonostante l’uomo in meno i salentini giocano a viso aperto, senza paura.

Al 67° arriva il pareggio del Lecce: Fiamozzi morbido crossa in area e Tabanelli di testa batte Fiorillo.

Al 72° arriva un cambio per parte: fuori Antonucci dentro Crecco nel Pescara, fuori La Mantia dentro Falco per gli ospiti.

Liverani passa al 4-3-1-1, il tecnico romano ci crede, cerca la vittoria e si affida alla fantasia di Falco.

Al 74° doppio giallo per Meccariello dopo un contrasto innocente con Marras e i Lecce resta in 9. Decisione affrettata ed esagerata.

A questo punto Pillon mette la quarta punta: fuori Machin dentro Monachello.

Liverani al 78° risponde con Cosenza al posto di Palombi; il Lecce si mette in trincea.

Al minuto 84 terzo cambio per i padroni di casa: fuori Marras dentro Del Sole.

Il Pescara però al minuto 88 trova il gol vittoria con Del Sole che a giro disegno una parabola imparabile. E Del Sole al 94° con il Lecce sbilanciato in avanti fa poker.

Per il Lecce è una vera e propria beffa perché non avrebbe meritato questa sconfitta.

TABELLINO

PESCARA-LECCE 4-2

PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Balzano, Gravillon, Campagnaro, Del Grosso; Brugman, Machin (77° Monachello), Memushaj; Antonucci (72° Crecco), Mancuso, Marras (84° Del Sole). A disposizione: Kastrati, Scognamiglio, Elizalde, Cocco, Palazzi, Perrotta, Melegoni, Kanoute, Ciofani. Allenatore: Pillon

LECCE (4-3-1-2) – Vigorito; Fiamozzi, Venuti, Meccariello,Calderoni; Tabanelli, Petriccione, Scavone (57° Marino); Mancosu; Palombi (78° Cosenza), La Mantia (72° Falco). A disp: Bleve, Di Matteo, Arrigoni, Lepore, Torromino, Haye, Dubickas, Tsonev, Armellino. Allenatore: Liverani.

ARBITRO: sig. Aleandro Di Paolo di Avezzano (L’Aquila)

ASSISTENTI: sig. Christian Rossi di La Spezia e sig. Vincenzo Soricaro di Barletta; IV Ufficiale sig. Antonio Di Martino di Teramo.

MARCATORI: 3° Mancuso (P), 22° Gravillon (L), 45°+2 Palombi (L), 67° Tabanelli (L), 88° – 94°Del Sole (P)

AMMONITI: 35° Campagnaro (P), 56° Machin (P), 90+3 Balzano (P)

ESPULSI: 20° – 53°Calderoni (L), 15°-74° Meccariello (L), l’allenaetore del Pescara Pillon al 94°.

 

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