Omicidio Maggi, in appello chiesta la conferma a 16 anni di carcere

LECCE- Nel luglio dello scorso anno era stata condannata a 16 anni di reclusione, più tre da trascorrere in una struttura. Valentina Piccinonno, accusata dell’omicidio volontario di Salvatore Maggi, il 74enne di Monteroni proprietario di un circolo ricreativo, è tornata in aula oggi per il processo in Appello. Il processo è arrivato alla Corte d’Assise d’Appello alla quale ha fatto ricorso l’avvocato della donna, Ladislao Massari. Nell’aula bunker oggi il procuratore generale Salvatore Cosentino ha chiesto la conferma della condanna in primo grado con l’accusa di dolo eventuale compatibile con il vizio parziale di mente. I familiari della vittima sono difesi dall’avvocato Roberto Rella. Erano stati loro a denunciare la scomparsa dell’uomo, poi trovato senza vita nelle campagne di Magliano, tramortito con un corpo contundente e abbandonato nelle campagne. Era il 29 giugno del 2015. La Piccinonno fu fermata dalla polizia dopo qualche ora. Raccontò di aver colpito più volte con una pietra Salvatore Maggim, con cui si era incontrata, per reagire ad un tentativo di violenza e di averlo lasciato però ancora vivo.

 

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